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Son debitor di risposta a due di Vostra Signoria : la prima portatami per il Cioti, la seconda ricevuta per lo spaccio ordinario.
Sento molto piacere che si restituisca il commercio de' libri in cotesta e questa città, dovendo esser con molto profitto nostro, perché finalmente qui non si stampano se non libri dozzinali. Io desiderarei grandemente che si stampasse L'Historia del presidente di Toù4 in Italia, acciò potesse andar per mano di molti, perché altrimente pochi essemplari possono venire. Ma saprà che quantunque habbiamo il giogo ecclesiastico assai più mite in questo dominio che nel rimanenente d'Italia, in quella parte nondimeno che tocca la stampa è l'istesso appunto che negli altri luoghi. Nessuna cosa si può stampare se non veduta ed approbata dall'inquisitore. Non convien risguardare alle cose stampate nel tempo delle controversie perché fu deliberatione straordinaria che quelle sole cose potessero esser date alle stampe senza approbatione tale, anzi, senza che fossero vedute da esso inquisitore. Composte le controversie, siamo tornati alla osservatione degli ordini vecchi. Intanto solamente siamo differenti dal resto d'Italia che, negli altri luoghi, tutte le cose approvate dall'inquisitore sono senza alcuna oppositione stampate. Qui, quelle che non piacciono non si stampano, se bene approvate da esso; e parimente non si possono stampare le riprovate. La Historia del signor di Toù mai sarebbe ammessa, in particolare l'Epistola al re5 dicono che contenga due heresie : l'una che non sij bene far guerra agli eretici, l'altra che non sij bene procedere con severità di giustitia contra di loro. Dove si ragiona di alcun papa non permettono che si dica cosa alcuna di disonore, se ben vera e notoria; non permettono che alcun, separato dalla Chiesa romana, sij lodato in qualsivoglia virtù, né nominato, se non con vituperio. Li essemplari di questa Historia che vengono qui, sono letti avidamente, tenuti e venduti publicamente, con tutto ciò (per le sudette cause) non sarebbe permesso lo stamparne. Siamo così essatti mantenitori di certe leggi che le vogliamo osservare, se bene inette e dannose. Vedendo come sarebbe di molto beneficio che l'opera si sparga per l'Italia, conviene farla stampare in qualche luogo vicino dal quale si possi trasportare facilmente.
Il libro del re d'inghilterra6 è stato presentato per nome del re a questa Republica e da quella ricevuta con ogni officio di cortesia; il duca di Savoia non ha voluto riceverlo, seben li è stato mandato per persona espressa; il gran duca di Toscana a cui è stato mandato da uno agente suo che ha in Inghilterra, l'ha fatto abbruciare dal suo confessore; a Roma, lo hanno prohibito.
Io stupisco perché li padri gesuiti sijno tanto favoriti costì e non posso credere che venga da altro, se non dalla loro grande arte in sapersi accommodare alle proprietà di ciascuno e massime di quelli che dominano. Della lettera che confessa la lor cabala e rappresenta la petulanza, pochissime copie ne sono venute qua, sono state viste volentieri ed hora più non sene parla, secondo l'uso di questa città dove, comparendo quotidianamente cose nuove, viene da loro negata la gratia alle vecchie.
Ho mandato già quattro7 giorni al signor Gilotto un libretto che contiene le lettere di Clemente VII e Carlo V imperatore, l'uno con l'altro8 ; desidero sapere se è capitato. Mi è stato grato haver l'essemplare dell'editto sopra li duelli9. E come è possibile che il nuncio, havendo fatte tante queremonie col re, non habbi aggiunto ancora questa ? Stupisco ! Il permettere li duelli come si facea già in cotesto regno non offende le pretensioni del papa, o almeno lo fa poco, ma il dichiararsi di poter dar licenza, questo è uno affronto al papa più che papale. Dio per sua bontà si degni disporre che il detto [editto] facci buono effetto. Io per me non viddi mai prohibitione che non eccitasse o vero aumentasse l'appetito. Che dice il padre Cottone10 di questo aspetto di …11 ? come lo salva ? come lo difende ? Si può ben dire che li aspetti delle stelle erranti poco importano, ma le fisse fanno effetti mirabili, influendo doble ed indulgenze. Forse le cose di Giugliers faranno deporre la dissimulatione e sarà la salute di cotesto regno.
Vostra Signoria mi ha fatto favore scrivendomi delli preti giustitiati e carcerati perché di tal cose tengo registro minuto. La nova pervenutagli delli cinedi12 carcerati in Roma fu vera: da loro sono stati nominati alcuni mercanti fiorentini che havevano denari nelli banchi, questi sono fuggiti e la loro moneta è stata imprigionata in loco loro. Un gentilhuomo delli Vittorij, parente del pontefice, per haver dettto che si doveva incominciare quella giustitia di palazzo, è stato ritenuto in castello, senza rispetto di parentado.
Vostra Signoria mi ha reso attonito accennandomi che si studij qualche congiura; prego Dio che si scuopri ed apra gli occhi di chi regge la nave. Non posso però restar di dire che anco noi non siamo ben sicuri da queste trame; e tanto meno di voi, quanto noi siamo minati con pretesti di religione ed altro che tengono del specioso.
Di Venetia li 18 di Agosto 1609.

 

 

1. Cette lettre fait partie des saisies du nonce en France, Roberto *Ubaldini, sur ordre du cardinal-neveu, Scipione *Borghese afin de fonder la constitution d'un procès en hérésie contre Paolo Sarpi, considéré comme le plus actif des théologiens opposés à Rome pendant l'affaire de l'Interdit. Si Marcantonio *Cappello, Antonio *Ribetti, Fulgenzio *Manfredi ou Gasparo Lonigo se sont rendus, le nonce Berlingerio *Gessi sait qu'il n'y a rien à espérer de Sarpi qui a même envoyé une fin de non recevoir aux inquisiteurs romains qui l'ont sommé de comparaître personaliter (voir lettre 1606-11-26 aux inquisiteurs). Après avoir tenté, en vain, d'obtenir des lettres compromettantes avec l'aide des Français, Ubaldini a essayé per altro rimedio c'est-à-dire qu'il a 'utilisé' le mécontentement d'un secrétaire de Foscarini, Niccolò Pallavicino, et la soumission d'un de ses 'clients', Mario Volta, pour obtenir copies des lettres de Sarpi. Pour plus de détails, voir Pietro Savio, « Per l'epistolario di Paolo Sarpi », in Ævum, XI (1937), p. 85-90.
2. La copie ne comprend pas l'adresse.
3. Manque dans la copie.
4. Voir Notices bibliographiques : ▪Historia sui temporis de Jacques-Auguste de Thou.
5. L'Epistola nuncupatoria dédiée au roi Henri IV. Dans cette épître dédicatoire au roi, l'auteur expose l'idée selon laquelle la paix de l'Etat passe par la nécessaire tolérance politique qui doit faire admettre la diversité des opinions et des doctrines religieuses dans le royaume. Selon De Thou, l'unique moyen pour conserver l'unité de la France est l'indispensable liberté des consciences que l'on ne peut contraindre —même par la force— à penser uniformément.
6. Voir Notices bibliographiques : ▪Triplici nodo triplex cuneus.
7. Le manuscrit porte quattro mais, au vu de la suite de la phrase, toutes les éditions précédentes ont corrigé en quaranta.
8. Epistole due, altera Clementis VII papae ad Karolum V, imperatorem aug. … altera Karoli V, imp. aug. ... Vaticinium de imperatore Karolo pervetustum … anno Domini 1527, mense martio, Coloniae, Impensis P. Quentell, 1527, portrait gravé sur bois de Charles-Quint sur le titre et au dernier feuillet. Dans son bref du 23 juin 1526, Clément VII rappelle les droits de la papauté et Charles Quint lui répond par le mémorial de Grenade, du 17 septembre 1526, où il insiste sur le fait que c'est l'empereur qui doit veiller à l'unité de l'Eglise et que, si le pape refuse de convoquer un concile, il doit y pourvoir. Incitant les cardinaux à la révolte, l'empereur parle ouvertement de chasser le pape de Rome. Dès lors, la descente de l'armée impériale est en route et le sac de Rome est annoncé.
9. L'édit royal d'Henri IV portant reglement pour la défense & punition des duels, contenant vingt articles. Donné à Fontainebleau au mois de juin 1609, enregistré le 26 du même mois par le Parlement de Paris et le 4 août par Le Parlement de Toulouse. Voir lettres 1609-06-20 de Hotman, 1609-07-07 et 1609-07-21 à Castrino et 1609-09-29 à Foscarini.
10. Voir Notices biographiques : Pierre *Coton, SJ.
11. Terme codé (619) et indéchiffrable.
12. Cinedo : terme littéraire pour signifier un giton, un mignon.
texte_alternatif
TypeCopie
Scripteur

1

Chiffrementpartiellement chiffrée
Signature

non signée

LieuVenise
Source

ASVat, Fondo Borghese II, 451, f. 128r-132v.

Editions précédentes
  • A. Bianchi-Giovini, 1833, II, lettre XIV, p. 77-81,

  • F.-L. Polidori, 1863, lettre LXXXVII, p. 285-289,

  • M. Busnelli, 1931, lettre XIX, p. 46-48,

  • P. Savio, 1939, lettre VIII, p. 601-610,

  • G. Da Pozzo, 1982, lettre XIV, p. 598-601.