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All'illustrissimo et eccellentissimo signor colendissimo
Il signor ambasciatore veneto appresso la maestà cesarea
Praga

Illustrissimo et eccellentissimo signor colendissimo

Seguendo la risolutione presa di scrivere a Vostra Eccellenza per ogni corriero, seben questa settimana è assai sterile di nove, conformandosi gl'huomeni alla stagione, la qual è stata per quindici giorni così aspra, che molti inverni non sono arrivati a tanto; nondimeno ho creduto che vi sij pur anche qualche cosa degna d'esser saputa.
Oltre li molti muodi che tengono li catholici per impedire che li Stati di Cleves2 non restino alli principi protestanti, uno è il dissolvere l'unione et intelligenza tra Brandebourg3 et Neubourg4, favorendo o mostrando di favorire il più debole, per il che far che il conte Wolfgang Wielmo5, primogenito, ascolti ancora proposte di farsi catholico. Di questo già più di 40 giorni venne un tal qual aviso di Colonia che fu stimato vano, hora si conferma da molte parti et viene creduto da non pochi, atteso che, seben sono della casa palatina, non di meno tra l'elettore et questi vi sono disgusti notabili, onde pare che non potranno star lungamente nell'istessa lega6. Aggionto che questo palatino di Neubourg per lo passato è stato in buona intelligenza con la casa di Austria et di Baviera, et facilmente può ritornare alle antiche amicitie, massime che al detto Wolgang Wielmo fra le promesse viene data speranza di matrimonio con una di Baviera7. Se questo aviso haverà riscontro per quale si possi far probabile a Vostra Eccellenza, sarà degno che vi sij considerato dentro l'arte giesuitica, atta a transmutar l'instransmutabile. Ancora si tiene qui per fermo che il re Mattias restringa la libertà di religione concessa in Austria solo alli baroni et escluda le città, onde possi nascere nuova sollevatione.
È venuto anco qui un aviso di certo abbatimento tra Polachi et Moscoviti con morte di molti di ambe le parti et rotta de Polachi, ma costì si saprà più certamente8.
A Roma, s'aspetta il cardinale di Clermont9 al quale il re ha fatto espresso precetto di non passare per Fiorenza per disgusti che la maestà sua ha con quel gran duca che non ha servato li termini nel trattare in Francia et in altre corti con li ministri francesi.
Ho inteso per buona via che passa trattato tra Borghesi et Aldobrandini di matrimonio nella persona del figlio del signor Giovanni Battista10 et della sorella del cardinale San Cesareo11, ambi non giunti all'età di consumare il matrimonio. Si discende al particolare della dotte che debba essere 300 000 ducati. Par che vi sij ancora questa difficoltà perché gl'Aldobrandini vorrebbono sborsarla al tempo della consumatione et li Borghesi vorrebbono fosse posta in banchi per guadagnare a favore et augumento di essa dote. Se questo matrimonio seguirà, sarà principio di qualche cosa nuova perché essendo unite due fattioni principali che comprendono più di dua terzi, in loro starà far il papa, et essendo tra ambe le famiglie cardinali vecchi, huomeni et frutti, per gradi potranno accomodar molto bene il papato alle loro persone : San Giorgio, Aldobrandini, Borghese, San Cesareo. Ma tutte queste cose non essendovi l'età di consumare il matrimonio, sono pocco fondate.
Avisano da Roma che l'arciduca Ferdinando habbia ricevuto promessa di aggiuti dal re di Spagna per opporsi, bisognando, alli motivi de suoi sudditi che dimandano libertà di religione et già li habbi mandato 50 000 ducati, aggiongendo che il papa non li mancarà di favori et soccorsi.
Ma dell'abbate *Cornaro (contro le mie aspettative) non hanno detto cosa alcuna, se non che non bisogna [che]12 pensi di star nello stato ecclesiastico. Questa occorenza sarà la pietra del tocco per esaminare qual sij stato l'accordo fatto tra il pontefice et la Republica et qui ben si verifica che Dio dal male cava bene.
Io temo che sarò noioso a Vostra Eccellenza scrivendoli cose di tanto poca sostanza, spero nondimeno insieme che ella aggradirà senon il servitio almeno il desiderio di servire et qui facendo fine le bascio riverentemente la mano.
Di Vinetia il 30 ottobre 1609
Di Vostra Eccellenza illustrissima

Devotissimo servitore
f. Paulo di Vinetia

 

 

1. La bibliothèque national Marciana conserve une copie de cette lettre : ms. it. XI, 42 (=6961), f. 7r-8v ; de même la bibliothèque du musée Correr: ms 1135, n°771, f. 376-377.
2. Voir Notices historiques : crise de •Juliers-Clèves.
3. Voir Notices biographiques : Johann Sigismund III *Hohenzollern.
4. Voir Notices biographiques : Friedrich V *Wittelsbach-Simmern, prince-électeur de Neubourg.
5. Voir Notices biographiques : Wolfgang Wilhelm *Wittelsbach, comte palatin de Neubourg.
6. Voir Notices historiques : ligue de •Halle.
7. En 1613, le comte palatin épousera Madeleine de Bavière (1587-1628).
8. De 1605 à 1618, la guerre polono-russe est une suite de conflits entre l'aristocratie polonaise soutenue par les boyards russes contre les tzars Boris Godounov et Vassili IV.
9. François de La Rochefoucauld (1558-1645) est un élève des jésuites. Il devient un grand prélat français qui cumule les bénéfices : abbé commendataire de Tournus (1575), évêque de Clermont (1585) puis de Senlis (1610), cardinale (10 décembre 1607), grand aumônier de France. Promoteur des réformes tridentines en France. Nommé par Henri IV ambassadeur à Rome (1610-1613). Resté fidèle aux jésuites, il termine sa vie à l'abbaye Sainte-Geneviève.
10. Voir Notices biographiques : Marcantonio *Borghese (1601-1658) est neveu du pape et fils de Giovanni Battista Borghese et de Virginia Lante. Le pape cherche à le marier avec une fille du roi Henri IV mais le projet n'aboutit pas. Le 20 octobre 1619, à sa majorité, il est marié avec faste au palais du Quirinale.
11. Silvestro Aldobrandini (1587-1612) devient cardinal San Cesareo en 1603.
12. Nous ajoutons pour plus de clarté.
texte_alternatif
TypeAutographe
ScripteurPaolo Sarpi
Chiffrementnon chiffrée
Signature

f. Paulo di Vinetia

LieuVenise
Source

BNM, ms. it. VII, 172 (=6507), n°41.

Editions précédentes
  • P. Sarpi, 1765, t. VI, lettre IV, p. 128,

  • F.-L. Polidori, 1863, I, lettre CII, p. 329-332,

  • B. Ulianich, 1961, lettre IV, p. 128-129.