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Crescono ogni giorno gli oblighi miei verso Vostra Signoria senza che creschino le forze per pagarne alcuno; non manco già di riconoscerli e stimarli, sì come adesso la ringratio che mi procuri copia già di cotesta università ed il favore sarà colmato se mi farà parte di quella provisione che intendo essere stata fatta al presente dal signor cardinal di Peron4 e da altri, per ordine regio. Roma non ha ancora fatto instantia a Venetia per la recettione della prohibitione de libri. Però quel5 del presidente di Toù6 corre più che mai e, se l'instanza sarà, tengo riuscirà vana.

Da Roma mandano attorno avvisi che costì si faccia gran preparatione di guerra e mostrano che non tocchi loro di haver pensiero, tuttavia certo è che vi pensano bene. Quanto alli principi d'Italia, è necessario stare in sospeso perché Turino tratta con Milano. Alli giorni passati, l'Adighiera7 e queste cose potrebbero anco raffreddare il re.
L'avviso che passa costì con fama che possi mancar accordo tra l'imperatore e li Germani non è ben fondato. La cosa ha dell'impossibile : è necessario che in quel regno segua qualche mutatione, la quale non si fermerà se ben Leopoldo cedesse Giugliers8, restando materie di forsi maggior importanza. Ma se il re farà mutatione con Spagna, sto aspettando come si governeranno li gesuiti che in ciò saranno bene necessarie le arti, le quali con infinita difficultà vinceranno la materia.
Io riceverò molta gratia che Vostra Signoria mi dij minuto ragguaglio di quello che è passato intorno l'arresto vietato9 e di tutto quello che il Parlamento tratterà sopra di ciò. Io ho sentito con gran dispiacere la morte del signor di Frenes10. Se bene la partita dell'illustrissimo Foscarini di costì, non entra quando necessario che in cambio giunga persona, nondimeno è necessario pensar hora al modo come continuare il nostro commercio di lettere; per il che ho pensato che Vostra Signoria potrebbe raccogliere insieme le lettere di monsignor dell'Isle e di monsignor Lescasier11, e con la sua farne un plichetto inviandolo all'illustrissimo ed eccellentissimo signor ambasciator veneto appresso l'altezza di Savoia in Turino12. Anzi io crederei che Vostra Signoria farebbe opera degna di sua cortesia molto grata a quel signor il quale è compitissimo ed amicissimo mio ed ottimamente intentionato, se volesse tenere con lui qualche corrispondenza di lettere e darli qualche avviso. Io crederei haver fatto un'opera degna quando havessi accoppiati due tali soggetti e, se piacerà a Vostra Signoria questo mio pensiero, io lo tratterò con lui, subbito che da lei ne habbia risposta. So che appunto il tutto sarà concluso inanti che il Foscarino parta di costì, dunque sopra ciò attenderò la resolutione di Vostra Signoria.
Il papa ha convenuto coi prencipi papisti di Germania; vorrei sapere il misterio come farà il re a trattenersi con lui e con gesuiti perché il papa passerà a fulmini. Vado congetturando che debbi succedere ogni altra cosa che la disegnata dagli huomini, perché troppi ci hanno mano e troppo diversi sono i fini. Prego Vostra Signoria, con occasione che veda monsignor Gilot e li altri miei signori, renovarli la memoria di me.
Di Venetia li 30 di marzp 1610

 

 

1. Cette lettre fait partie des saisies du nonce en France, Roberto *Ubaldini, sur ordre du cardinal-neveu, Scipione *Borghese afin de fonder la constitution d'un procès en hérésie contre Paolo Sarpi, considéré comme le plus actif des théologiens opposés à Rome pendant l'affaire de l'Interdit. Si Marcantonio *Cappello, Antonio *Ribetti, Fulgenzio *Manfredi ou Gasparo Lonigo se sont rendus, le nonce Berlingerio *Gessi sait qu'il n'y a rien à espérer de Sarpi qui a même envoyé une fin de non recevoir aux inquisiteurs romains qui l'ont sommé de comparaître personaliter (voir lettre 1606-11-26 aux inquisiteurs). Après avoir tenté, en vain, d'obtenir des lettres compromettantes avec l'aide des Français, Ubaldini a essayé per altro rimedio c'est-à-dire qu'il a 'utilisé' le mécontentement d'un secrétaire de Foscarini, Niccolò Pallavicino, et la soumission d'un de ses 'clients', Mario Volta, pour obtenir copies des lettres de Sarpi. Pour plus de détails, voir Pietro Savio, « Per l'epistolario di Paolo Sarpi », in Ævum, XI (1937), p. 85-90.
2. La copie ne comprend pas l'adresse.
3. Manque dans la copie.
4. Voir Notices biographiques : Jacques *Davy du Perron.
5. Voir Notices bibliographiques : ▪Historia sui temporis de Jacques-Auguste de Thou.
6. Voir Notices biographiques : Jacques-Auguste *De Thou.
7. Voir Notices biographiques : François de *Bonne, duc de Lesdiguières.
8. Voir Notices historiques : la crise de Juliers-Clèves.
9. Le 14 novembre 1609, une liste d'ouvrages est inscrite à l'Index ; parmi ceux-ci figure l'arrêt du Parlement de Paris, défendu par Louis Servin, contre Jean Châtel : Procédure faicte contre Jean Chastel escholier estudiant au collège des Iesuites, pour le parricide par luy attenté sur la personne du roy très-chrstien Henry IIII roy de France & de Navarre. Avec l'Histoire prodigieuse du detestable parricide, attenté contre ledict sieur roy, par Pierre Barriere à la suscitation desdicts iesuites, A Paris, chez Jamet Mettayer, 1595. Dans la France gallicane, cette interdiction a été comprise comme une libéralisation du régicide.
10. Voir Notices biographiques : Philippe *Canaye de Fresnes, ambassadeur français à Venise de 1601 à 1607.
11. Voir Notices biographiques : Jacques *Leschassier.
12. Voir Notices biographiques : Gregorio *Barbarigo.
texte_alternatif
TypeCopie
Scripteur

1

Chiffrementpartiellement chiffrée
Signature

non signée

LieuVenise
Source

ASVat, Fondo Borghese II, 451, f. 148r-151v.

Editions précédentes
  • M. Busnelli, 1931, lettre XXXIV, p. 80-82,

  • P. Savio, 1940, lettre XI, p. 3-12.