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Molto illustre signor colendissimo

Per lettere scritte da un comune amico a monsignor *Asselineau, ho havuto notitia, con mio grandissimo dispiacere, che Vostra Signoria si ritrova assalita dalla sua colica et maggior disgusto sentirei quando, considerando che il male già è familiare, non restassi con speranza che ella sarà per supportarlo et superarlo con facilità. Sì come prego nostro Signor Iddio che li ne concedi gratia, io non voglio pregarla di scrivere in cotesto stato, ma ben che sia contenta di far avvisato monsignor Asselineau dell’esser suo et della speranza di presta et breve convalescenza.
Non posso dirli cosa rilevante di queste nostre regioni, ritrovandosi et noi et esse in una incredibile quiete, o vero negligenza. Solo, in questa città si sono scoperte alcune giovani di molta devotione, intente alli essercitij spirituali che qui si costumano et sono insegnati dalli religiosi d’Italia. Queste pativano estasi, dicevano vedere revelationi et anco sudar sangue. Quel che di ciò sia la verità, chi non ha veduto alcuna cosa, sì come non ho veduto io, convien che lasci il tutto senza affermatione o negatione. Ma, cominciandosi a far qualche motto et attendendo quello che avvenne altre volte in Portogallo, sono state poste in monasterij, d’ordine del principe. Il rumor populare svanisce et par che si discopri qualche artificio humano.
Intendiamo che dall’avvocato dell’università3 et dall’avvocato del re4 sia stata trattata la causa de’ giesuiti, con molto servitio non solo di Francia ma di tutta christianità. Ho gran desiderio di esser partecipe di quelle renghe, se però usciranno in luce.
Habbiamo la nuova della morte dell’imperatore5, la qual non si può dire esser venuta meno importuna di quello che la vita: Dio faccia che succeda persona di meglior intentione et operatione verso la sua santa Chiesa.
Io non sarò più prolisso, così per mancamento di materia, come per non esser noioso più lungamente a Vostra Signoria: alla quale prego da Dio nostro Signore il colmo delle sue sante gratie et la intiera sanità, et li bacio la mano.

Di Venetia, il 31 gennaio 1612

  • 1. La BnF conserve une autre copie [Italien 1440, p. 471-473] : De la bibliothèque de Mr le P. Bouhier, B44, MDCCXXI.
  • 2. La copie ne comprend pas l’adresse.
  • 3. Pierre de la Martelière (†1631), Plaidoyé fait au Parlement les 17 et 19 decembre 1611, pour le recteur et université de Paris, contre les jésuites demandeurs et requerans l’entérinement des lettres patentes par eux obtenües de pouvoir lire et enseigner en ladite université, Paris, J. Petit-Pas, 1612.
  • 4. Voir Notices biographiques : Louis Servin.
  • 5. L’empereur Rodolphe II *Habsbourg est mort le 20 janvier 1612 à Prague. Il a pour successeur son frère Matthias Ier.
texte_alternatif
TypeCopie
ScripteurJacques Dupuy
Chiffrementnon chiffrée
Signature

non signée

LieuVenise
Source

BnF, Dupuy 766, f. 32r-v1

Editions précédentes
  • G. Leti, 1673, lettre LXXX, p.438-440,

  • G. Fontanini, 1803, lettre LXXX, p. 395-396,

  • F-L. Polidori, 1863, II, lettre CXCV, p. 267-268,

  • M. Busnelli, 1931, I, lettre LXXX, p. 213-214.