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Molto reverendo padre visitatore1

            All’instanza et pretensioni del reverendo padre maestro Roberto da Verucchio2 si risponde che il padre maestro Timotheo3 è vero et legitimo figliuolo del monastero di Rimini accettato canonicamente dal padre priore et padri del 1557, il dì 2 d’agosto come apare al Campione, a carta 16. Et per tanto di ragione ne resta questo monastero herede. S’aggiungi che è stato qui da 26 anni in circa da monaco ove ha sempre hauto ogni riconoscimento da figlio, et goduto i privileggi da monaco di casa, et participato i libri di monaci morti al tempo suo.
Et perciò mando, per quanto intendiamo, un decreto del capitolo generale che chi per dieci anni intieri habita un monastero, il monastero detto sia herede di quanto si trova alla morte. Per questo, oltre la figliuolanza legitima, noi pretendiamo ch’egli habbi un minimo che o di libri o d’altro che si sia trovato alla morte di detto padre di buona memoria, delle quali legittime ragioni d’heredità una vaglia per l’altra et tutte insieme. Et questo è quanto occorre in risposta.
Di vostra Paternità molto reverenda

Reverentemente
Il prior del convento di Rimini4

 

Note au verso5 : Nota come alli dici d’aprile, in publico capitolo da tutti li padri, fu accettato il padre baccelliere Thimoteo da Sant’Agata per frate da Rimini et figlio del convento nostro di Rimini et li padri che l’accettorno e furno presenti al capitolo, furno questi : maestro Giovanni Antonio da Rimini, prior del monastero, il reverendo padre maestro Angelo Maria da Rimini, visitator della Romagna et suo padrone, il padre fra Ludovico da Caramagna, il padre fra Alessandro da Soria, il padre fra Gioanni da Rimini, fra Curtio da Rimini, fra Piermaria da Verucchio, fra Cosimo da Bologna et fra Lucio da Rimini. Et in fede di ciò, io padre Giovanni Antonio da Rimini, moderno prior ho fatto questa nota.

  • 1. Sous le généralat de Giovanni-Battista Libranzio da Budrio (1588-1590), Paolo Sarpi est commissionné par le pape et par le cardinal-protecteur de l’ordre, Giulio Antonio Santorio, pour visiter la province de Romagne. Parmi les dossiers à traiter, il y a cette contestation entre les deux couvents de Verucchio et de Rimini à propos des « dépouilles » (livres et argent) du frère Timothée de Rimini. Le dossier est conservé aux AGOSM. Voir Odir J. Dias, « La documentazione dell’archivio generale OSM su Paolo Sarpi frate tra il 1565 et il 1606. Il priore provinciale (1579-1582) », in Studi storici dell’ordine dei Servi di Maria, n° 61-62, 2011-2012,  p. 577.
    Voir également Fulgenzio Micanzio, Vita del padre Paolo : Sisto V, così desiderando anco Santa Severina protettore, …  risolse che le sue cause fossero vedute. E dopo longa concertazione nel deputar i giudici dal cardinal Santa Severina protettore, perché essendo la religione in fazzioni, quello ch’uno proponeva, l’altro lo ricusava, finalmente il papa, ch’aveva già conosciuto il padre Paolo, finì le liti e comandò ch’andasse a vedere quella causa. Così gli convenne andar a Bologna, ove stette molti mesi, trattando quella noiosa causa.
  • 2. Voir la lettre 1589-09-05 de Roberto da Verucchio.
  • 3. Le père maître Timothée de Rimini a été prieur de son couvent en 1565, voir AGOSM, Registri pp. gen., 33, f. 45r-48r. Ces mêmes archives conservent une autre trace de lui : le 22 novembre 1575, une sententia a été prononcée contre lui par le cardinal Santorio, vice protecteur de l’ordre (Registri pp. gen. 36, f.2r) et sa réintegration a été prononcée par Gabriele Tavanti, prieur général, le 30 janvier 1577 (Registri pp. gen., 35, f . 27r).
  • 4. Il s’agit de Giovanni Antonio da Rimini.
  • 5. Cette lettre est accompagnée d’un exposé des frères du couvent de Rimini et de l’inventaire des livres de frère Timothée. L'inventaire des 270 livres de fra Timoteo da Rimini, conservé aux AGOSM, Negotia religionis, 123, f. 182r-185v, a été récemment publié par Roberto Rusconi in Studi storici dell'Ordine dei servi di Maria, vol. 61-62 (2011-2012), p. 334-339.
    L’ensemble est annoté par Sarpi : inter conventum Ariminen et Verucoli de rebus ad usum magistri Thimotei.
texte_alternatif
TypeAutographe
Chiffrementnon chiffrée
Signature

Il prior

Source

AGOSM, Negotia religionis 123, f. 181r

Editions précédentes
  • Inédit