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Il giorno 8 di questo, scrissi a Vostra Eccellenza una mia per via di Fiandra, dove li diedi conto della lettera che l'ambasciatore4 inglese portò, e come dopo partito esso, il tutto fu male inteso da qualche maligno, e tanto fu vero. L'aggiongerò nondimeno che rispose all'ambasciatore sudetto il jmsaxg2f, interpretando tutto bene con li amici del re d'Inghilterra. Ho anco inteso doppo che, all'ultimo, la cosa è stata bene intesa.
Io sono forse impertinente a scrivere cose così fatte, ma mi par bene che Vostra Eccellenza sappia ogni cosa. Una persona prudente, come è Vostra Eccellenza, non si turba mai quando intende una attione sua, buona e necessaria, esser male interpretata da suoi emuli; anzi, sapendola, tanto più usa la prudenza quanto vede maggior malignità negli avversarij. Ella è sopra modo commendata qui per gli avvisi che dà buoni e solidi ed, in questo continuando, ella riuscirà il più famoso ambasciatore che questa Republica habbia già mandato, molti anni; e questo ella non può fare, se non insinuandosi a penetrando, come fa. Ma perché li prencipi non hanno caro che persona investighi curiosamente quello che vogliono tener secreto, conviene far questo occultamente e, dissimulata la curiosità, anzi fingere il trascurato e mostrar di non vedere quello anco che si nota ed osserva benissimo. Certo è che non può far bene il publico servitio se non essendo grato al re, ma alla sua maestà potrebbe non riuscir cosa grata una curiosità sollecita, che fosse aperta; anzi, più facilmente ella penetra quando nessun crederà che ella osservi o meno si guarderanno da lei, se farà il trascurato.
Eccomi che son troppo libero in parlar con un mio signore e padrone e forse non so quello che io mi dica. La colpa di quella mia libertà è di Vostra Eccelenza che me l'ha concessa, ma la causa —perché ardisco di scriverli questo— è per una lettera, veduta da me, di persona affettionata alla Republica ed a lei, la quale avvertisce questo che sarebbe bene che ella ascondesse alquanto la curiosità e cercasse il penetrar li secreti più secretaamente. La prego che queste mie parole non la faccino meno curiosa, ma solo la faccino dissimulare e fingere il trascurato.
[Sa benissimo che la risposta datali è promessa di conclusione, ma non dubito anco che malamente si verrà a conclusione, se di costì non haveranno gran volontà. Se Savoia vorrà entrare, ho il tutto per fatto, ma la sua natura è varia, o almeno molto occulta, e credo che Spagna potrà sempre con poca cosa guadagnarlo. Il trattare con gf7a1msafn5 è ottima cosa per scoprire almeno quanta speranza vi sij. Vostra Eccellenza mi scrive li mezi che hanno costì il nuncio e l'agente del Turco e del re d'Inghilterra. Il signor Nicolò *Contarini, leggendo quella partita, dice che quelle sarebbono cose da scrivere al senato. Dubito che la strettezza con quella di Vernol, per l'istesse cause, che Vostra Eccellenza benissimo considera non sij sicura; quella di Soly mi pare la migliore di tutte e poi quella di Frenes. Ma con questi credo che vi sij necessario ascondere la curiosità]6. Il signor presidente *Thou e monsignor dell'Isole7 sono persone con quali si può trattare più alla libera; con tutto ciò, è bene anco con questi fingere un poco il trascurato.
Ho ricevuto8 il libro, il quale non solo ho veduto, ma ancora ne ho un essemplare; però quello che elle mi manda —se bene è diffetuoso di alquanti fogli nel fine— haverà padrone che se ne servirà a publico beneficio. Mi piacerà molto se monsignor Casabona finirà l'opera della libertà ecclesiastica9, ma più se v'entrerà buona occasione nel darla fuore, come forse spero.
Ma che le ne pare del nostro fra Fulgentio, minorita, che se n'è andato a Roma10 con molte doble ?11 crederà haver fatto un nobile acquisto e lo magnificherà, ma l'evento mostrerà che forse hanno fatto ben per noi, e non per sé.
Dell'armata siamo in dubbio quello che sarà; io credo bene che, infine, terminerà in niente, con tutto ciò bisogna aver travaglio. Veggo che costì si tiene che sij per andare in ponente, ma io son di parerer contrario e credo in Levante. Certo è che li due vascelli, dove sono le arme e l'instromenti da fabricare, si ritrovano in Palermo, che non è via per ponente.
Il *Priuli, suo predecessore, ha fatta la relatione, quale è piaciuta alla piazza. E passata una voce che sij morto il re di Polonia12, ma non si sa l'auttore, né si crede.
Io prego Dio per la conservatione di Vostra Eccellenza
Di Venetia, li 26 d'agosto 1608.

  • 1. Cette lettre fait partie des saisies du nonce en France, Roberto Ubaldini, sur ordre du cardinal-neveu, Scipione Borghese afin de fonder la constitution d'un procès en hérésie contre Paolo Sarpi, considéré comme le plus actif des théologiens opposés à Rome pendant l'affaire de l'Interdit. Si Marcantonio Cappello, Antonio Ribetti, Fulgenzio Manfredi ou Gasparo Lonigo se sont rendus, le nonce Berlingerio Gessi sait qu'il n'y a rien à espérer de Sarpi. Après avoir tenté, en vain, d'obtenir des lettres compromettantes avec l'aide des Français, Ubaldini a essayé per altro rimedio c'est-à-dire qu'il a 'utilisé' le mécontentement d'un secrétaire de Foscarini, Niccolò Pallavicino, et la soumission d'un de ses 'clients', Mario Volta, pour obtenir copies des lettres de Sarpi. Pour plus de détails, voir Pietro Savio, « Per l'epistolario di Paolo Sarpi », in Ævum, XI (1937), p. 85-90.
  • 2. La copie ne comprend pas l'adresse.
  • 3. Manque dans la copie.
  • 4. Dans l'ensemble des lettres à Foscarini, le déchiffreur-copiste a transcrit ambasciador(e) mais les lettres autographes de Sarpi nous permettent de restituer ambasciator(e).
  • 5. Le copiste a-t-il rencontré une difficulté de lecture du texte ou bien, plus vraisemblablement, le déchiffreur n'est-il pas parvenu à trouver la solution ?
  • 6. Passage absent des éditions Bianchi-Giovini et Polidori.
  • 7. Voir Notices biographiques : Jérôme *Groslot de l'Isle.
  • 8. Bizarrement, Pietro Savio lit ici ricercato, qui fait contre-sens avec le reste du texte.
  • 9. Cet ouvrage d'Isaac Casaubon, De libertate ecclesiastica liber singularis ; ad viros politicos qui de controversiam inter Paulum V ponteficem maximum et Rem publicam venetam cupiunt n'a pas pu être imprimé au delà de la page 264, sur ordre du roi.
  • 10. Voir Notices biographiques : Fulgenzio Manfredi qui, pendant l'Interdit, s'est rangé du côté de la Sérénissime contre Rome. Sarpi a beaucoup écrit sur cet homme car il a été très impressionné par sa fin, qui aurait pu être la sienne.
  • 11. Dans sa lettre du même jour à Groslot, Sarpi précise doble de Spagna che sono state viste in buon numero.
  • 12. Le roi de Pologne, Sigismond III Wasa, est né le 20 juin 1566, il a été élu au trône polonais en 1587 et il a régné jusqu'à sa mort, le 19 avril 1632.
texte_alternatif
TypeCopie
Scripteur

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Chiffrementpartiellement chiffrée
Signature

non signée

LieuVenise
Source

ASVat, Fondo Borghese II, 451, f. 72r-76r.

Editions précédentes
  • F-L. Polidori, 1863, I, lettre XXVII, p. 86-88 (incomplète),

  • A. Bianchi-Giovini, 1833, lettre IV p. 18-23 (incomplète),

  • P. Savio, 1937, lettre VI, p. 34-38.