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Molto illustre signor colendissimo

Se bene io scrissi a monsignor *Castrino che essendo il libro ▪De modo agendi di *Gretsero, non faceva bisogno, havendone noi qui abondanza come di tutte le cattive scritture, con tutto ciò per questo spazzo il signor ambasciatore me lo manda. Così credo che per opera di Vostra Signoria haverò anco due esemplari di *Assemulero, perché già monsignor Castrino me n'ha fatto haver uno et monsignor *Bongars scrive di mandarne un altro: questo però non sarà senza utile, imperocché assai gentil'huomini desiderano haverlo. Io l'ho letto et mi piace, ma all'abbondanza di materia non è molto ricco scrittore. Ringrazio Vostra Signoria con affetto di quello che ha scritto in Inghilterra per haver ▪De modo agendi. Avisa monsignor Castrino che fa copiare le Ordinazioni giesuitiche4 per mandarmele; le aspetto bene con desiderio che certo è cosa da stupire quanto sijno secrete in Italia. Non è molto tempo che Gregorio XIV fece un breve a loro favore et pur mi si fa impossibile il truovarne una copia: li loro arcani sono molto riservati. Et mi perdonerà Vostra Signoria che non fa differenza da un Spagnolo ad un gesuita, se non posso conformarmi con lei, havendo per megliore il più tristo Spagnolo che il meno cattivo giesuita. Qualche Spagnolo è capace d'intendere il bene, se gli è mostrato; essi sono tutti indurati et hanno la coscienza così offuscata che non si può parlar loro; non credo che mai più fosse un genere d'huomini così giurati inimici della bontà et verità. Ma come ha fatto il re di Francia a diffendersi che non habbia dato, se non un di loro, almeno un suo divoto per institutore del Delfino ? È molto che Dio non l'habbia lasciato ingannar in questo. Non mi è parso gran cosa che monsignor di Suilly sij stato forte alle batterie, perché così voleva che fosse non solo la raggione dell'honesto, ma quella ancora dell'utile; gran cosa stimo che il re si sij acquetato, ma cotesta maestà non è bene informata, se crede poter acquistar per nissuna via la gratia papale. Già li publici rispetti hanno sforzato li papi a mostrarsi spagnoli, restando molti di loro alieni da quella fattione nell'interno; questo è spagnolo come papa, come *Borghese et come Camillo; né bisogna sperar nell'accortezza di monsignor di Brèves, atto a fare ogni cosa fattibile, perché qui la natura constrastando, supera ogni arte. Perde molte buone occasioni chi si lascia addormentare da speranze vane.
Così mi duole vedendo in effetti che la trattatione nelli Paesi Bassi non ha per fine se non la corruttione di quella republica, la nascenza della quale sì come Dio ha favorito con gratie inestimabili, così pare che la malitia del diavolo oppugni con tutte le arti.
Per rispondere alcuna cosa a Vostra Signoria intorno li fatti nostri, fu mandato a Civita Vecchia, insieme col *Poma, anco il prete5. Fama è che la causa vera fosse per relatione fatta dal cardinal Mellini6, al ritorno suo di Germania, che quivi fosse sentito con scandalo il favore prestato a quelli. Il Parasio fu mandato prigione da Ancona a Roma; non ho più saputo quello che ne sij avvenuto, sì come anco del Poma e del prete, doppo la nuova che fossero mandati a Civita Vecchia, non s'è più parlato, né là si vedono. Il Bitonto fu ucciso alla sua patria da' suoi nemici.
Dell'arcidiacono7 non si è fatto ancora resolutione, perché nuovi disgusti sopravenendo alla giornata, fanno formare risolutione di metter tutto insieme. Li sei stipendiati, doppo l'aumento, non sono più stati tentati. Di me, poiché non ho maggior bisogno, non voglio che per nissun modo si parli; mi duol solo non poter prestar maggior servitio.
Fu vero che li capi del conseglio de' Dieci innovarono una lege antica che le chiese si serrassero al crepuscolo et non si sonasse campana doppo la prima hora di notte sino al matutino; et questo per inhonestà che avvenivano nelle chiese, che in certe loro feste portavano alla notte li ufficij divini. Il papa perciò si riscaldò grandemente perché dice che toccava a lui far tal provisione, se bisognava, et che si ricorri ad esso; che li laici non possono far lege sopra le chiese, quantunque buone et a favore, et che protesta, acciò fra Paulo non dica poi che col silenzio mostri di consentire et approbare, etc. Le cose non sono uscite oltre le parole, ma maggior controversia è nata per un'abbazia vacante8, di entrata circa 10 mila ducati, la quale il papa ha dato a suo nipote et la Republica (a petitione di quei popoli) vorrebbe fosse delli monachi camaldunensi de' quali era già; et Dio voglia che questa controversia non porti inanzi più di quello che ambe le parti vorrebbono.
Da doi giorni in qua, è nato un altro disgusto. Predica maestro *Fulgenzio nostro nella chiesa di San Lorenzo; questi romanisti hanno usato tutte le arti per levarli l'audienza et il credito, ma havendo fatto la loro opera effetto contrario, il noncio ha tentato di sedurre alcuni a dire che egli predichi heresie et poi s'è doluto col principe, non passando a dir questo, ma solo che a questa predica vanno Fiaminghi et Greci, et che vi è sospetto che il predicatore nell'interno sij infetto. Questo ha dato gran disgusto ad un numero grande della nobilità che va a quella predica, et ha fatto che anco il rimanente habbia voluto udirlo, per haver cognitione propria della verità. Quelli che sono stati tentati hanno publicato li uffitij del noncio, onde io dubito di qualche nuovità. Dio faccia la sua santa voluntà.
Voglio pregar Vostra Signoria che non gravi monsignor *Aleaume niente sopra di quello che è con intiera sua commodità et quando sarà a Parigi, procuri conservarmi la sua gratia.
La partita di don Pietro9 credo che sij havendo ottenuto dal re quanto ha voluto, per non attender a lui nissuna delle promesse. Ho ben per verisimile che egli haverà operato tal cosa che il tempo mostrerà, con perdita di qualche grande personaggio.
Le cose d'Austria turbano più che mai et Mattias vorrà essere un re di scacchi.
Nella querela passata tra don Pietro ed il signor ambasciatore *Foscarini, forse egli non haverà fatto quanto le legi della cavalleria vogliono, ma credo ben non haverà pretermesso quel che comportano li costumi della sua patria. Anco alla corte imperiale l'ambasciator spagnolo ha havuto differenze col veneto, per le stesse cause.
Credo che il governo di Spagna s'infiacchisca assai, se ben non pare.
Del *Menino, altro non li posso dire, se non che sta a Padova et viene alle volte a Vinetia assai disgustato, ma con la sua semplicità. Fra Fulgenzio10 minorita ha cercato di predicar questa quaresima a Ferrara; quei di Roma non gliel'hanno permesso dicendo che volesse ritirarsi alli confini per fuggire et non vogliono che parti di Roma.
Ho ricevuto la lettera di monsignor *Vignier gentilissima, ma non haverò tempo di farli risposta hoggi. Monsignor *Asselineau sta bene e sano al suo solito; hebbe domenica quelle di Vostra Sgnoria et m'ha detto che darà risposta.
Ho veduto la deduttione, come il papa s'è mostrato nec Deus, nec homo, compositione molto pura et di spirito acuto; conclude molto bene et, quel che importa, molto veramente.
In fine della lettera, Vostra Signoria mi nomina certo evento miracoloso, né me lo esplica, onde resto senza intendere quella particolarità. Ma a noi non mancano miracoli, havendo un Dio in terra11, la cui onnipotenza se bene s'estende costà, l'aver però non esce così lontano.
Il signor *Molino li bascia la mano, come facio io di tutto cuore, pregando Dio che li doni le sue sante grazie et a me modo di poterla servir come desidero.
Di Vinetia, il 17 marzo 1609

 

 

1. Le nom et la signature du copiste, Jacques Dupuy*, apparaissent sur la page de titre du manuscrit.
2. Le manuscrit BnF italien 258 contient une autre copie de cette lettre (f. 15r-17r) parfaitement identique. Il ne nous a pas été possible de préciser la provenance de ce manuscrit sur papier du XVIIe siècle qui n'est pas le travail d'un copiste professionnel. La BnF conserve une copie [Italien 1440, p. 148-157] : De la bibliothèque de Mr le P. Bouhier, B44, MDCCXXI.
3. La copie ne comprend pas l'adresse.
4. Voir Notices bibliographiques : ▪Constitutiones et declarationes.
5. Voir Notices historiques : l'•attentat de Santa Fosca; Michele Viti est un des complices de Ridolfo Poma, avec Alessandro Parrasio et Pasquale da Bitonto.

6. Voir Notices biographiques : Giovanni Garzia *Millini.
7. Voir Notices biographiques : Pietro Antonio *Ribetti.
8. Voir Notices historiques : l'abbaye de Santa Maria di •Vangadizza, dans le Polesine.
9. Voir Notices biographiques : Pedro *Alvarez di Toledo y Colonna.
10. Voir Notices biographiques : Fulgenzio *Manfredi.
11. Allusion à Paul V.
texte_alternatif
TypeCopie
Scripteur

Jacques Dupuy1

Chiffrementnon chiffrée
Signature

non signée

LieuVenise
Source

BnF, Dupuy 766, f. 11v-12r2.

Editions précédentes
  • G. Leti, 1673, lettre XXIII, p. 141-148,

  • G. Fontanini, 1803, lettre XXIII, p. 256-259,

  • F-L. Polidori, 1863, I, lettre LXIII, p. 212-217,

  • M. Busnelli, 1931, I, lettre XXII, p. 69-72.