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[Il manque un début à cette lettre]

Nel resto, si compatisca alla natura et ordinario affetto dell'amico, poiché Spagnuoli non dovranno lasciare cosa intentata per distruggere questa fabrica, la quale cominciandosi con sì buono e sodo fondamento del matrimonio, Vostra Signoria creda et assicuri che bisogna, sopra la fede mia, che ne seguano quelle conseguenze di corrispondenza che si potranno e sapranno desiderare e, di gratia, legarmelo con questo nodo che riuscirà indissolubile. Et me lo creda un'altra volta perché non parlo vanamente e le prometto che, se fossi così libero come sono obligato, che senza essser ricercato vorrei far questo viaggio, breve et anco longo, né mi partirei senza frutto, perché le raggioni che addurei sarebbono sì chiare et aperte che apparirebbono, come in un specchio, all'uno et all'altro risplendentissime, né vi sarebbe chi sapesse rispondere che da questa unione non siano per seguire infiniti beni al servitio et sicurezza comune, né viverò né morirò mai contento sin che non veda effetuato questo negozio, sapendo che il danno e pregiuditio grave che apportarà ad ogni cattivo pensiero de' Spagnuoli. E se da Vostra Signoria mi sarà scritto et racordato in che io possa facilitare questa impresa, non tralasciarò fattica, né spesa, né alcuna diligenza, et offerisca questo particolare affetto e divotione a chi può e ha auttorità di comandarmi, che l'esseguirò senza rispetto et altra consideratione.
25 aprile [1609]

 

 

1. Cette lettre fait partie des saisies du nonce en France, Roberto *Ubaldini, sur ordre du cardinal-neveu, Scipione *Borghese afin de fonder la constitution d'un procès en hérésie contre Paolo Sarpi, considéré comme le plus actif des théologiens opposés à Rome pendant l'affaire de l'Interdit. Si Marcantonio *Cappello, Antonio *Ribetti, Fulgenzio *Manfredi ou Gasparo Lonigo se sont rendus, le nonce Berlingerio *Gessi sait qu'il n'y a rien à espérer de Sarpi qui a même envoyé une fin de non recevoir aux inquisiteurs romains qui l'ont sommé de comparaître personaliter (voir lettre 1606-11-26 aux inquisiteurs). Après avoir tenté, en vain, d'obtenir des lettres compromettantes avec l'aide des Français, Ubaldini a essayé per altro rimedio c'est-à-dire qu'il a 'utilisé' le mécontentement d'un secrétaire de Foscarini, Niccolò Pallavicino, et la soumission d'un de ses 'clients', Mario Volta, pour obtenir copies des lettres de Sarpi. Pour plus de détails, voir Pietro Savio, « Per l'epistolario di Paolo Sarpi », in Ævum, XI (1937), p. 85-90.
2. La copie ne comprend pas l'adresse.
3. Manque dans la copie.
texte_alternatif
TypeCopie
Scripteur

1

Chiffrementnon chiffrée
Signature

non signée

LieuVenise
Source

ASVat, Nunziature diverse 276, f. 184r.

Editions précédentes
  • P. Savio, 1937, lettre XIII, p. 64-65.