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De negotii di Roma non occorrerà che, per questa posta, le scriva molto perché per senato è stato deliberato di mandarle una piena informatione; ci è dentro qualche diffetto per gl'humori d'alcuni, ma la verità è che hora, se ben di qui sono state fatte molte cose, che altre volte hanno fatto a quella corte gran moto e se ben li monaci stanno al possesso dell'abbatia4 e siamo vicini al racolto, nondimeno omnia silent5. Si dubita che aspettino il Mocenigo6 che a questa hora deve essere alle porte di Roma. Vien chiamata una dieta di monaci camaldolesi in Roma7, cosa insolita, si procura che gli abbati dello Stato vi vadino, ma essi non vi consentono et in questa materia di chiamare tal dieta si dubita che lateat anguis8. Alcuni di quelli che ella sa vorriano accommodamento e per ciò è detto nell'informatione quelle parole, ma spero che l'universale del senato sarà costante in voler che sia de' monaci, come ricerca l'onor di Dio, la giustizia et il beneficio publico; e per questa santa opera bisogna far ogni cosa.
Di maestro Fulgentio9 non le dirò altro, se non che egli è ammirato da tutti, e se volesse predicare, non vi saria loco capace; il papa dice che è un tristo e che chi predica l'evangelio puramente ruina la religione cattolica10 ; concetto che credo piacerà in Francia.
Desidero sapere se costì vi sono camaldolensi e come si governano perché forsi da loro si potria haver qualche aiuto. Non fu giamai opera nella quale dovessimo impiegare più i nostri spiriti di questa, e fa benissimo Vostra Signoria illustrissima a levar certe paure dall'animo del senato: Spagnoli certo, per hora, non vogliono guerra; il duca di Lerma11 vuol danari per sé.
Vostra Signoria illustrissima fa un ottimo discorso della lega con gli Stati12 ma non occorre pensare che le sia risposto perché Venetiani sono huomini che non si movono, se non per forma ; ma ella farà bene a dar bone parole e mostrar buona volontà.
Il duca di Mantova pensa a Sabioneda13 e gli sono stati offerti centocinquanta milla scudi. Ha ringratiato, spera bene, ma io non ne credo niente perché il re di Spagna sarà sempre a tempo. Questa è cosa molto secreta però la scrivo per sua instruttione.
Il granduca di Toscana, a persuasione della madre che ha grande auttorità seco14, sempre si stringe col re di Spagna perché veramente il re di Francia lascia tutte le cose andar come vogliono gli amici del re di Spagna, e veramente benissimo dice il duca di Sully: ignosce… , ma forsi un giorno si pentirà.
Si trova a Venezia il prencipe della Mirandola che mostra d'esser tutto nostro15, ma credo che burli e facci per avantaggiar i suoi negotii col re di Spagna; ma da dovero si lamenta del re di Francia e dice che è stato da lui lasciato, se ben casa sua longamente l'ha servito, e che non ha giamai mostrato di far conto di lui.
A Costantinopoli, l'ambasciadore di cotesto re —come quasi tutti i ministri regii che sono per le corti— favorisce grandemente li gesuiti e vorria farli rendita certa in quella città.
Per i romori che s'odono nella Germania, nell'Austria, nella Bohemia e nella Carinthia e Stiria, si può concludere che -se costoro havessero un poco d'aiuto esterno- actum esset della casa d'Austria in Germania. Il papa, da certo tempo in qua, pare che se ne dolga ma non vuol sentire di metterli altro che parole; il mal si fa più grande sempre e se giamai fu tempo di farsi valer con Roma, egli è adesso specialmente, correndo malissima intelligenza tra il cardinale Aldobrandini16 et il papa; et io mi fatico di farlo intendere, per far svanire la paura che in questo bisogna insistere.
Con qual fine …
Li 12 maggio 160917

 
1. Cette lettre fait partie des saisies du nonce en France, Roberto *Ubaldini, sur ordre du cardinal-neveu, Scipione *Borghese afin de fonder la constitution d'un procès en hérésie contre Paolo Sarpi, considéré comme le plus actif des théologiens opposés à Rome pendant l'affaire de l'Interdit. Si Marcantonio *Cappello, Antonio *Ribetti, Fulgenzio *Manfredi ou Gasparo Lonigo se sont rendus, le nonce Berlingerio *Gessi sait qu'il n'y a rien à espérer de Sarpi qui a même envoyé une fin de non recevoir aux inquisiteurs romains qui l'ont sommé de comparaître personaliter (voir lettre 1606-11-26 aux inquisiteurs). Après avoir tenté, en vain, d'obtenir des lettres compromettantes avec l'aide des Français, Ubaldini a essayé per altro rimedio c'est-à-dire qu'il a 'utilisé' le mécontentement d'un secrétaire de Foscarini, Niccolò Pallavicino, et la soumission d'un de ses 'clients', Mario Volta, pour obtenir copies des lettres de Sarpi. Pour plus de détails, voir Pietro Savio, « Per l'epistolario di Paolo Sarpi », in Ævum, XI (1937), p. 85-90.
2. La copie ne comprend pas l'adresse.
3. Manque dans la copie.
4. Voir Notices historiques : abbaye de la •Vangadizza.
5. Sur cette impasse dans les négociations entre la République et Rome, à propos de l'attribution de l'abbaye de la Vangadizza, voir lettre 1609-05-12 à Gillot et l'introduction au consulto 69 par Corrado Pin, Op. cit., p. 817 : Il nunzio *Gessi dopo aver avvisato l'11 aprile il cardinale segretario di Stato [Scipione *Borghese] che i tre consultori [Marcantonio *Pellegrini, Agostino *Del Bene et Sarpi] erano discordi sulla valutazione della decisione della Rota romana … e soprattutto che il generale dei camaldolesi segretamente … incitava don Fulgenzio a non cedere, solo il 2 maggio poteva fornire informazioni meno generiche sui contenuti dei consulti veneziani.
6. Giovanni di Girolamo Mocenigo vient d'être nommé ambassadeur aupr ès du pape.
7. Parmi les tentatives pour sortir de la crise, le général des camaldules se propose de réunir un chapitre général de l'ordre, mais les abbés vénitiens s'opposent à cette proposition.
8. Expression latine qui peut être traduite littéralement par il y a un serpent caché, donc il y a anguille sous roche.
9. Voir Notices biographiques : Fulgenzio *Micanzio.
10. A propos d'un éventuel procès en inquisition de Fulgenzio Micanzio, le nonce *Gessi écrit au cardinal-neveu, le 9 octobre 1609 : Non è dubio che per giustitia conviene procedere contra di lui, ma si può ben dubitare se ciò, nel tempo presente, sia espediente perché se si tira innanzi il processo et verrà condennato, et anco a suo tempo abbrugiato in statua, et nondimeno egli dimori qui, stimato e favorito, come è hora, lo scandalo del mondo serà molto maggiore.
11. Voir Notices biographiques : Francisco *Gomez de Sandoval y Rojas.
12. Ce terme traduit les Staten generaal ou Etats généraux qui sont l'expression de la souveraineté des Provinces-Unies, créées en 1579 par l'union d'Utrecht, et qui vont perdurer jusqu'en 1795. Sous la plume de Sarpi, c'est un équivalent à la Hollande anti-espagnole.
13. En 1609, l'empereur ayant contraint la princesse Isabella Gonzaga, de Sabbioneta, à céder son fief à un parent, les candidats sont les *Gonzaga de Mantoue, en la personne de Vincenzo I, et les Gonzaga de Guastalla, en la personne de Scipione I, qui l'obtiendra finalement.
14. A la mort de Ferdinando I *Medici, le 17 février 1609, c'est son fils Cosimo II qui lui succède. Déjà bien malade, il est assisté de sa mère, Christine de *Lorraine, qui a été élevée par la reine Catherine de *Médicis.
15. Alessandro I Pico della Mirandola vient d'être accepté dans la noblesse vénitienne.
16. Le cardinal Pietro *Aldobrandini (1571-1621), neveu du pape Clément VIII, est en perte d'influence depuis la mort de son oncle. Après l'élection de Paul V, il est évincé du secrétariat d'Etat par Scipione *Borghese, puis il est privé de sa légation à Ferrare, d'où son retrait dans son archidiocèse de Ravenne. En 1608, il se heurte à la politique du cardinal Bonifacio Caetani (1567-1617), légat, et trouve brièvement refuge chez le duc de Savoie.
17. Au bas de la dernière page, cette lettre porte une annotation du déchiffreur du nonce à Paris : Si crede, per alcuni rincontri che dove è nominato Paolo s'intenda in tutti i luoghi del re cattolico, nonostante che sia diversamente cognominato, essendo questo il proprio di chi scrive dar un istesso nome varii surnomi, i quali tutti significhino nondimeno il medesimo. Per Marco Fuscari si crede sia inteso il duca di Mantova e per Filippo Trun il gran duca di Toscana. Cette dernière remarque montre la mise en application des dispositions expliquées par Sarpi, dans sa lettre 1608-12-23 à Foscarini.
texte_alternatif
TypeCopie
Scripteur

1

Chiffrementpartiellement chiffrée
Signature

non signée

LieuVenise
Source

ASVat, Nunziature diverse, 276, f. 188r-189r.

Editions précédentes
  • P. Savio, 1937, lettre XIV, p. 65-70.