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Al molto illustre signor colendissimo, il signor2

Molto illustre signor colendissimo

Se per il corriero seguente intenderò, come io spero, che Vostra Signoria habbia ricevuto la cifra, elle intenderà la causa, perché le lettere li vengano scritte così, et qualche altro particolare. Heri ho ricevuto la sua delli 16 decembre piena di molta materia speculativa perché veramente, della partita del principe di *Condé, ancora vi è dubio, se sia sprovista et senza conseglio, o se sij dissegnata sin dal tempo, quando era costì don Pietro di Toledo3. Il re fu costretto componer le cose di Saluzzo per la orditura fatta con *Biron, par che certi gran maestri habbino a segno molte machine per scaricarne una sempre che vedono alcun mirare a loro. Chi sa che questa non accomodi le cose di Cleves4 ? et purché non causi maggiori effetti, perché congiunto con Provenza, Poitù et Alvernia è cosa molto rilevante.
Del corsaro anglese chiamato Dancer5 habbiamo nova, che sij stato ricevuto, et patuito con lui; ma purché da questo non nasca qualche disturbo perché, partendo di Barbaria, ha fatto di gravissime ingiurie a' Turchi. Ma li padri giesuiti havendo tolerato li Mori in Spagna tanto tempo, perché non vorano che siano admessi in isole separate ? Se parlano liberamente del governo presente è cosa accostumata: feccero così di Henrico III6 ; non posso però credere dover esserli permessa da Dio la riuscita che all'hora. Io viddi l'editto di Spagna intorno i Mori et le lettere che il re scrive alli capi di Valenza, le quali mostrano che il male sia molto grande perché, dicendosi che havessero mandato a Constantinopoli et a Maroco et havessero anco intelligentia con altri principi christiani, mostrano che non siano per cieder ad una leggiera medicina.
Del libro di Bellarmino7, è stupore quanto poco conto ne sij stato tenuto qui in Italia; è stato visto da pochissimi nel principio et adesso andato così in oblivione, come se mai fosse stato scritto8.
È verissimo che il pontifice ha concesso alla Republica otto decime le quali importeranno assai manco di quello che Vostra Signoria suppone perché, detratte le essentioni che si danno a cardinali et altri, non si paga un terzo che, se la Republica le pigliasse da sé, come si fa costì et inanzi 100 anni si faceva anco qui, si haverebbe il triplo come suo, di che si ha un terzo per gratia altrui. Di cardinale veneto non è cosa alcuna di vero: quando il papa ne farà, il che sarà quando piacerà a lui, potrebbe esser che ne facesse alcuno ma non come veneto, ma come plura offerens sub hastatione.
Del ritorno de padri giesuiti per ancora non si è fatto minimo motto. Può esser che essi vi pensino et, come quelli che sono di gran speranza, la tengano per effetto, la quale, se debbo dir il creder mio, sarà quel tanto che potranno havere. In Italia stanno assai savij; hanno tentato più volte d'entrar nel Stato di Urbino, ma in vano. Intendo che le cose loro non passano in Germania tanto bene come già et, in particolare, che il duca Massimiliano di Baviera9 non li habbia in gratia et adori li capuccini, o perché a quelli non si dà se non da mangiare, overo perché vogli contraponerli a quelli. In Francia, hanno fatto secondo il loro costume de intrar con humiltà, ma gonfiarsi doppo et lasciar partire chi non vi può stare; ma la cognitione che il regno haverà presa di loro doppo questa ultima risolutione l'haverà reso cauto, se un'altra volta nascerà occasione, che escano.

Non vi è altro di nuovo qui, se non la morte del signor Giovanni Battista, fratello del pontefice, che era il minore et il diletto; di questo resta un figlio in età minore, non atto a governar il pontificato come il padre. Sta la corte attenta a vedere se l'altro fratello, che haveva grand'emulatione col morto, succederà10. Del rimanente, le altre cose sono nello stato ordinario.
Ho ricevuto il rimanente del libro11 et ne ringratio Vostra Signoria la qual prego far i miei basciamani al signor presidente *Thou, del cui libro non hanno ancora fatto alcun motivo in questo Stato, ma essequiscono altrove per Italia. Bascio la mano ancora alli signori *Gilot et *Casaubona, et a Vostra Signoria principalmente.
Di Vinetia, li 5 genaro 1610
Di Vostra Signoria molto illustre

Affettuosissimo servitore,

 

Monsignor *Asselineau ha ricevuto le sue; non credo che risponderà per questo spazzo per angustia di tempo. Intendo che il padre *Coton scrive certa opera per unir le due religioni: questo non è troppo argumento da giesuita, dubito che "unir" possi significar "destrugere". Desidero intender quello che sia il vero.

 

 

1. La BnF conserve une copie de cette lettre : ms Italien 2061, f. 66v-69v.
2. Le nom du destinataire est caviardé sur le pli.
3. Voir Notices biographiques : Pedro *Alvarez de Toledo y Colonna.
4. Voir Notices historiques : la crise de •Juliers-Clèves.
5. Zymen Danseker ou Simon de Danser (1579-1611) est un pirate hollandais soupçonné, avec l'Anglais John Wyard, de s'être mis au service des Turcs et du bey d'Alger contre les Espagnols. Quoique officiellement converti à l'Islam, il serait resté secrètement chrétien. En 1609, il s'est emparé d'un gallion espagnol et a utilisé les jésuites qui étaient à bord pour communiquer avec le roi de France et obtenir le droit de s'installer à Marseilles, le 17 novembre 1609.
6. Henri III fut assassiné d'un coup de poignard, le 1er août 1589, par le moine dominicain Jacques Clément.
7. Cette réponse au livre du roi Jacques 1er d'Angleterre, Robert Bellarmino, Pro responsione sua ad librum Iacobi Magnæ Britanniæ regis, cuius titulus est "Triplici nodo triplex cuneus"; in qua apologia refellitur præfatio monitoria regis eiusdem. Accedit eadem ipsa responsio iterum recusa, quæ sub nomine Matthaei Torti anno superiore prodeirat, Romæ, apud B. Zannettum, 1609. Voir Notices bibliographiques : ▪Triplici nodo triplex cuneus.
8. Faisant explicite référence à cette lettre à Castrino, Pierre *De L'Estoile rapporte : Le vendredi 12 [février 1610], j'ay extrait par plaisir les avis suivans de trois lettres escrites à un mien ami : l'une de Romme, dactée du 6 de janvier dernier, et les deux autres de Venize, par Fra Paolo, qu'on apelle le petit Luther d'Italie, l'une du 5 du mois passé, l'autre du 20. […] De celles de Fra Paolo, de Venize : 1°. C'est merveille comme on fait peu de cas ici du livre du cardinal Bellarmino contre le roi d'Angleterre. Peu l'ont veu du commencement, et aujourd'hui il est aussi oublié que si jamais il n'eust esté escrit. — 2° On fait courir le bruict ici que le père Cotton fait un livre pour la réunion en matière de religion, qui me semble n'estre pas proprement ouvrage de jésuiste: je craindrois plustost que ce fust pour la ruiner et réunir tout à eux. — 3° Les Espagnols desguisent fort la vérité touchant les Maures, que nous sçavons toutefois, par avis certain, troubler fort l'Espagne. — 4° On fait ici d'autant plus de cas de la sortie du prince de Condé, que là où vous estes on n'en fait pas beaucoup. — 5° Il faudroit estre bon astrologue pour deviner l'yssue de la guerre de Clèves. — 6° Les ambassadeurs font grande instance au pape pour leur ligue, qu'on croid qu'ils obtiendront facilement, mais non pas de l'argent. Ils demandent aussi qu'il fulmine, qu'il tonne contre les trois électeurs protestans : à quoi il incline fort, pour estre de son humeur fort prompt et adextre au maniement de ces armes-là ; et toutesfois je ne croi point qu'il le fasse. — 7° Tout dort ici ; il se pourra bien faire quelque cardinal vénitien, non comme vénitien, mais comme plura offerens in hastatione. — 8° Du retour des pères jésuistes, on n'en a parlé encores ici un seul petit mot. Peult-estre qu'ils y pensent, et comme gens de grande espérance ils la tiennent pour effect; mais je croy que c'est tout ce qu'ils en auront (Mémoires-journaux, Paris, Didier, 1857, p. 557-558).
9. Voir Notices biographiques : Maximilien I *Wittelsbach.
10. Giovanni Battista Borghese est mort le 26 décembre 1609 mais c'est le 13 mars 1610 que son frère Francesco et son neveu organisent une cérémonie funèbre grandiose, à Santa Maria Maggiore. Il a laissé un fils, Marcantonio, né le 3 juillet 1601 de Virginia Lante, son épouse.
11. Dans la précédente lettre à Castrino, du 22 décembre 1609, Sarpi accuse réception de la première moitié d'un ouvrage dont on ne parvient pas à identifier l'auteur, ni le titre.
texte_alternatif
TypeCopie
Scripteur

Marco Fanzano

Chiffrementnon chiffrée
Signature

non signée

LieuVenise
Source

BnF, Dupuy 111, f. 31r-v1.

Editions précédentes
  • M. Busnelli, 1931, II, lettre XXIX, p. 71-73,

  • M. Busnelli, 1986, lettre XIX, p. 121-124.