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1610-01-05.A Groslot

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Molto illustre signor colendissimo

Io non sento maggior piacere, quanto nutrendo l'amicitia contratta con Vostra Signoria con quelli ufficij che alla giornata posso. Mi dispiace non valer in cosa che possi esser di suo servitio, ma solo in questa communicatione di lettere, la quale è solamente in mio favore. Le dico ben con verità che io non posso haver maggior gusto che legendo le sue, dove vedo quella libertà et ingenuità che in questi tempi non si truova facilmente.
Le cose passano male, così qui come costì, et sempre sono passate così, quando la meretrice usa le lusinghe, come ha fatto, già quattordici anni costì4 et qui già pochi mesi; va bene solo per quelli con quali viene alle violenze. Bisogna sperar adesso meno che mai. Chi osserva le cose presenti et le passate non potrebbe credere che fosse la medesima, questo adormenta li poco prudenti, che sono la maggior parte.
La partita di costì del principe di *Condé ha fatto voltar quivi tutti gl'occhi, quali sono tenuti intenti tanto più quanto pare che costì non sia stimata. Il pronostico che Vostra Signoria fa delle cose di Clèves5, io lo credo, et forse che sì come nell'occasion di Saluzzo fu fatta diversione con Biron6, potrebbe esser fatta da Clèves con questo. Delle cose di Savoia io non aspetto altro che negotiationi, le qual credo che ogni anno indirizzi allo scopo suo, uno acciò l'altro non si faccia tutto spagnolo, l'altro per avantagiarsi con Spagna. Giudico che li medesimi contrattanti scambievolmente conoscano il tutto, ma questo è un tempo quando alcuni amano d'esser ingannati, reputando argomento di grandezza propria et di timore alieno che non li venga parlato il vero. Mi par vedere che sia tenuto per gloria quello di già: Mentientur tibi inimici tui7.
Non vi è cosa nuova in Italia, se non la morte del signor Giovanni Battista Borghese, fratello minore del pontefice, la qual da lui è stata sentita con assai passione. Di quello resta un figlio in età molto tenera et non capace ancora di havere il luogo del padre. La corte sta attenta a vedere se l'altro fratello succederà8.

Delle cose di Germania si parla assai, ma o promesse o pronostichi o consegli, sarà difficile che succedano fatti. Io prego Dio, che riescano le cose secondo la sua santa volontà et doni felicità presente et perpetua a Vostra Signoria, alla quale bascio la mano.
Di Vinezia, li 5 gennaro 1610.

 

 

 

1. Le nom et la signature du copiste, Jacques *Dupuy*, apparaissent sur la page de titre du manusrit.
2. La BnF conserve une autre copie [Italien 1440, p. 232-235] : De la bibliothèque de Mr le P. Bouhier, B44, MDCCXXI.
3. La copie ne comprend pas l'adresse.
4. Référence à la réconciliation d'Henri IV avec l'Eglise Romaine, en 1595.
5. Voir Notices historiques : la crise de •Juliers-Clèves.
6. Voir Notices biographiques : Charles *Gontaut de Biron.
7. Psaume, 65,3.
8. Giovanni Battista Borghese est mort le 26 décembre 1609 mais c'est le 13 mars 1610 que son frère Francesco et son neveu organisent une cérémonie funèbre grandiose, à Santa Maria Maggiore. Il a laissé un fils, Marcantonio, né le 3 juillet 1601 de Virginia Lante, son épouse.

Type scripteur
  • Copie

Scripteur
  • Jacques Dupuy1

Chiffrement
  • non chiffrée

Signature
  • non signée

Lieu
  • Venise

Source
  • BnF, Dupuy 766, f. 17r2.

Editions précédentes
  • G. Leti, 1673, lettre XXXVIII, p. 214-216,

  • G. Fontanini, 1803, lettre XXXVIII, p. 291-292,

  • F-L. Polidori, 1863, II, lettre CXX, p. 3-4,

  • M. Busnelli, 1931, I, lettre XXXVII, p. 104-105.