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A Monsieur
Monsieur […]3. A Paris

Molto illustre signor colendissimo
Il muodo et mezo di communicar tra noi con lettere, doppo la partita del signor ambasciator *Foscarini, ha tante difficoltà che, non vedendo io come superarle tutte, aspetto a risolvermi, quando la necessità mi constringerà, per incorrer all'hora in quelle che mi parverano minori. Sin che io veggo qua il suo successore, non mi par esser sforzato di pensar ad altro.
Io non ho da dir a Vostra Signoria delle cose di qua, se non che siamo in speranza quasi certa di non dover haver guerra perché li Spagnoli vanno cercando tutti li pretesti di disarmar con riputatione, o con minor vergogna; con tutto ciò le istesse armi restano ancora et resteranno almeno sino alla venuta del contestabile di Castiglia4. Credono alcuni che questo essercito sia stato formato per deviarlo finalmente o tutto o parte in Germania; altri attribuiscono questo a qualche mancamento del governo presente.
È ben vero che le cose di Germania par che tendino a qualche maggior rottura, vedendosi la parte catholica molto sormontata, il che fa credere che non debbi contentarsi se non sottomettendo affatto l'altra; già li Austriaci sono accomodati tutti insieme. L'imperatore ha ricevuto in gratia Matthias con sola sotisfattione di parole; anzi meno perché havendosi contentato che esso Matthias li facesse domandar perdono dalli altri arciduchi, data la commissione, non ha poi voluto l'imperator che si essequisca; ma senza questo ha reso la gratia al fratello. Et Massimiliano con gli altri arciduchi in presenza dell'imperatore hanno stracciato la scrittura che fecero dichiarandolo inhabile.
La lega magontina5 ha ricevuto un grand'augumento per l'aggiontione del duca di Sassonia, il quale è fatto mò tanto spagnuolo che io l'aspetto anco un di questi giorni giesuita. Egli ha ben superato un accidente di apoplisia molto notabile in questi ultimi giorni che l'ha portato vicino a morte; questi fondamenti per la lega magontina fanno che, havendo li protestanti proposto il disarmare da ambe le parti, li catholici hanno negato. Le differentie nella casa palatina per la tutela già sono incominciate, havendo Neuburg mandato un ambasciator a Praga per dimandar all'imperatore l'annullatione del già ellettore in quella parte; se la lega di Hala6 si conserverà in questi doi grandi accidenti della morte del conte7 et della differentia tra propinqui di lui, sarà gran maraveglia et se anco nel Palatinato non vi sarà qualche rivolgimento per causa della religione.
Il duca di Buglion8 che, mi scrive Vostra Signoria esserci andato, è ben molto savio ma non ha titulo da intramettersi; forse questo affare che da lontano mostra grand'apparenza, da vicino non è tanto, et si accommoderà facilmente, il che piaccia a Dio.
Innanzi che venir alla risposta della gratissima di Vostra Signoria delli 5, le dirò che da Ferrara9 mi scrivono la infirmità del signor Hercole non esser in tutto risoluta, ma ben senza alcun pericolo.
Dell'arrivo delli opuscoli dello *Scaligero per la passata diedi conto a Vostra Signoria et la pregai anco di render gratie al signor *Casaubona, al quale non scrissi per non darli noia sapendo le sue occupationi. Gioseffo Scaligero è un scrittore veramente incomparabile et io faccio gran stima di tutti li scritti suoi, fuora mathematici. Non mi posso immaginare che cosa egli possi dir d'avantaggio sopra il passo di San Paolo alli Corinti10 dell'edificar la Chiesa o la dottrina christiana, parendomi così chiaro che ogni esplicatione ha per portar lume al sole. Con tutto ciò, l'opinione et stima che ho dello Scaligero mi rende desideroso di intendere il suo senso et mi fa accettare l'offerta di Vostra Signoria, con tutto che conosca che io quotidianamente l'aggravo senza mai corrisponderli.
La scrittura di Mongomari è bellissima alla giesuita, cioè ben maldicente et anfibologica: mi vorrà molto a far una buona risposta all'▪Anticotone11, il quale è stato stimato da tutti generalmente qui per produttione d'un spirito molto sensato et chiaro. Io vederò con molto piacere l'altro che mi dice Vostra Signoria esser sotto il torchio, stimando che seguirà le vestigie di questo12.
Quello che Vostra Signoria mi scrive dell'indole del re mi è gratissimo; ma il secreto che non ama la madre et più che ella non lui, mi fa temere che viverà poco sì come quell'altro passo della salvieta et del Mon fis!13 mi fa credere, che la regina sarà insoportabile alli principi et Dio faccia che la grande essaltatione di Concinni termini bene.
Il pacheto, che Vostra Signoria dice mandarmi per nome del signor Bochelo14, debbe venir forse con l'ordinario il quale, quando scrivo questa non è ancora gionto. In caso che non arrivasse inanzi la partita dell'altro di qua, prego Vostra Signoria render le debite gratie a quel signore et basciargli la mano. Credo che all'arrivo di questa sarano ritornati li signori *di Thou, *Gilot et *Servino, a' quali faccio humil riverentia et insieme al signor *Leschasssier con che fine a Vostra Signoria bascio la mano. Fra Paulo
Di Venetia, li 26 ottobre 1610

Di Vostra Signoria molto illustre

Affettuosissimo servitore
Pietro Giusti

 

 

 

1. Les éléments déchiffrés sont en gras.
2. La BnF conserve une copie de cette lettre : ms Italien 2061, f. 103v-106v.
3. Le nom du destinataire a été découpé sur le pli.
4. Voir Notices biographiques : Pedro *Alvarez de Toledo y Colonna.
5. Voir Notices historiques : •ligue de Mayence.
6. Voir Notices historiques : •ligue de Halle.
7. Le comte Frédéric IV de Palatinat, promoteur de l'union évangélique•, est mort le 9 septembre 1610.
8. Voir Notices biographiques : Henri de *La Tour d'Auvergne, duc de Bouillon.
9. Le frère de Francesco Castrino, Ercole, est médecin à Ferrare et Sarpi sert d'intermédiaire dans leurs échanges épistolaires.
10. Joseph Juste *Scaliger, Epistola beati Pauli ap. ad Corinthios prima, 1610.
11. Louis de *Montgommery, sieur de Courbouzon, a écrit le Fléau d'Aristogiton ou Réponse aux calomnies contre les Pères Jésuites (1610). C'est la première réplique au libelle intitulé Anticoton ou Réfutation de la Lettre déclaratoire du Père Cotton, livre où est prouvé que les Jésuites sont coulpables et autheurs du parricide exécrable en la personne du roy très-chrestien Henri IV d'heureuse mémoire (1610) qui a été attribué d'abord à Augustin Casaubon, fils d'Isaac, puis à l'avocat au Parlement de Paris, César *De Plaix, sieur de l'Ormoye (†1641).
12. Parmi les très nombreux écrits publiés à la suite de l'▪Anticoton, Sarpi a évoqué l'ouvrage de Louis *Servin ou l'anonyme Remonstrance à Messieurs de la cour de Parlement, sur le perricide commis en la personne du roy Henry le Grand, 1610.
13. Sarpi évoque un incident entre la reine-mère et le jeune Louis XIII à propos d'une serviette de table.
14. Voir Notices biographiques : Laurent *Bouchel.
texte_alternatif
TypeCopie
Scripteur

Copiste "B"

Chiffrement

partiellement chiffrée1

Signature

Piero Giusti

LieuVenise
Source

BnF, Dupuy 111, f. 48r-v2.

Editions précédentes
  • M. Busnelli, 1931, II, lettre XLVI, p. 106-108,

  • M. Busnelli, 1986, lettre XXXI, p. 154-157.