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Molto reverendo mio signor ossequissimo

Tanto più mi par degna di amiratione la vacanza di vescovati in queste parti quanto che pretendono i preti che il duca non ne habbia la nominatione, ma solo alle sue raccomandationi efficaci il pontefice si muova ad elegere quel soggetto che egli raccommanda, eccetto nel vescovato di Fossano2
, il quale per essere nuovamente abstrato resta anco ius patronato3 della casa: onde non solo si proroga la nominatione ma la raccomandatione et si fa instanza perché raccommandi, che mi pare assai bel punto. Il prorogare si fa facile al duca perché tale è la sua natura di portar in lungo ma trattenendo con parole. è vero anco che le entrate delli vescovati vacanti sono della sede apostolica, alcuno ardirebbe metter il piede in questi Stati senza sua volontà havendo egli bellissimi modi di travagliare chi non gli da nell'humore, né alcuno è ambitioso di quei beneficij de quali è sicuro di non ne haver mai il possesso. Anzi che, havendo già ricevuto certo disgusto da un vescovo di Vercelli4 che fr---ice in materia di certa persona amata da S.A. che haveva nascosto in un monasterio di quella città5, lo ha trattenuto prigione in una torre et poi custodito in un convento6 et astretto a renonciare volontariamente il vescovato. è vero riservandosi buona pensione, portando tutto il negotio a suo gusto dicendo sempre alle lamentationi di altri a modo loro et facendo al suo. Questo hora è f[att]o in gratia, serve di elemosiniere non però si crede che torni a vescovato, il che se bene a lui non apportarebbe grand'utile, sarebbe desiderabile per la riputatione, ma non farà moto alcuno che possa disgustare il duca.
I benefici minori anco questi si danno tutti a suo gusto, se bene realmente sono dispensati per mesi alternativamente, parte dal pontefice, parte dalli vescovi o altri superiori, perché il duca raccommanda o commanda di maniera che sono dati a chi egli ordina et i medesimi vescovi l'incassavano per haver il placet per lui di beneficiare i loro dipendenti ne qui per quello che mi par di credere si tratta di disputare o di commentare ma di far il fatto suo al meglio, che sia possibile, il che causa anco che non corrono in questi propositi così facilmente certe più sottili informationi et considerationi delle quali non mancherò però di osservare quello che potrò.

Ho veduto le scritturelle in diffesa de giesuiti. Quel Mongomeri7, mi vien detto che sia un nome usato dal signore Gontier, il qual essendo nome non imposto ma supposito et eletto et quel Mongomeri, il nome di quello che ammazzò in giostra Henrico II8. Credo significhi la scrittura esser di quelli che ammazzano li re ma volontariamente et sono Mongomeri per elettione.
Per il resto, siamo qui nelle nostre solite perplesssità: il signor duca è andato a Rivoli a far la mostra della cavelleria venuta di Savoia, i 4 000 fanti francesi et 200 cavalli levati nel Lionese sono in gli orli del Piemonte. Si dice che veniranno molti Spagnoli col contestabile9 che a Milano sono arrivati di nuovo, si dice 200 ma saranno 120 cavalli borgognoni. è stimato considerabile che ancora arrivino gente. Avisi fu hora, ma vi sono da alcuna parte su di Spagna che il Ce habbia parlato al re, su di Francia che la corte sia arrivata in Parigi dove si doveva negotiare.
Et a Vostra Signoria molto reverenda bacio affettuosamente le mani.

Di Torino, li 14 novembre 1610
Di Vostra Signoria molto reverenda

Servitore affettuosissimo
Greg. Barbarigo

  • 1. L’adresse n’a pas été conservée.
  • 2. Sous prétexte de la mise en application des décrets tridentins, la vigoureuse implication des ducs Filiberto Emanuele puis Carlo Emanuele a eu raison des réticences des diocèses de Turin, de Mondovi et d'Asti dont les territoires ont été remaniés pour ériger, le 15 avril 1592, le nouveau diocèse de Fossano (Bulle pontificale Cum principatus Pedemontium de Clément VIII).
  • 3. Dans le droit médiéval, le ius patronato exprime le droit d'un feudataire sur une église ou un couvent érigé sur une de ses propriétés foncières.
  • 4. Marcantonio Vizia a été évêque de Vercelli de 1590 à 1599. Un de ses contemporains, l'historien Aurelio Corbellini a écrit : traeva a sé i cuori delle genti ma molto di più avrebbe fatto, se di più l’havessero lasciato quieto. Sorsero alcuni, o fossero emuli, o fossero inimici, e cercarono di metterlo in disgrazia del suo principe, che lo favoriva, e del pontefice, che lo gradiva, e fu chiamato a Torino prima, et a Roma poi. Con gravi imposture, et in un luogo, e nell’altro, e più gravi cicalamenti, lo tolsero dall’ale della buona fama, e lo caricarono alla cattiva, accioché lo rendesse poco amabile a tutti. Pur fece egli conoscere la sua innocenza, e trasse dall’oscurità più chiara la luce. Se i travagli non puoterono atterrarlo, puoterono almeno spaventarlo sì, che si risolse di rinontiare il vescovato, e viversi una vita ritirata.
  • 5. Pour se défendre des accusations de trahison, Marcantonio Vizia a répandu la fausse information que la rancune du duc envers lui était causée par une rivalité amoureuse.
  • 6. Les historiens locaux, Aurelio Corbellini [Vite de’ vescovi di Vercelli, Milan, 1643] ou Marcantonio Cusano [Discorsi historiali concernenti la vita et attioni de' vescovi di Vercelli, 1676] font état de mystérieux ennemis "masqués", d'un procès en inquisition et d'un emprisonnement au château Saint-Ange qui l'auraient poussé à renoncer à son évêché contre une pension de mille écus par an. Carlo Dionisotti dans ses Memorie storiche della città di Vercelli [Biella, 1864, p. 291-292] met clairement en cause le duc de Savoie puisque Vizia a été arrêté à la cour ducale et parce que la ville de Vercelli est prise dans la rivalité entre les Savoie et les Gonzague : des lettres de Vizia auraient révélé qu'il négociait avec Vincenzo Gonzaga la cession de quelques places-fortes de son diocèse.
  • 7. Louis de Montgommery, sieur de Courbouzon, Fléau d'Aristogiton ou Contre les calomniateurs des pères jésuites sous le titre "Anticoton", Paris, Chappelet, 1610. Il s'agit chronologiquement de la première réplique à l'Anticoton. Cet ouvrage aura lui-même une réponse : Remerciement des beurrières de Paris, Niort [i.e. Genève], [s.n.], 1610.
  • 8. Le 30 juin 1599, jour du mariage d'Elisabeth de France avec Philippe II d'Espagne, Gabriel de Lorges (1530-1574), comte de Montgommery et capitaine de la garde écossaise, a brisé la lance avec le roi Henri II de France, le blessant involontairement à mort.
  • 9. Voir Notices biographiques : Juan Fernandez de Velasco y Tovar.
texte_alternatif
TypeAutographe
Scripteur

Gregorio Barbarigo

Chiffrementnon chiffrée
Signature

Greg. Barbarigo

Lieu

Turin

Source

ASV, Consultore in iure 453, f.86r-87v

Editions précédentes
  • Inédit