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Molto illustre signor colendissimo
Per questo corriero ho ricevuto insieme due di Vostra Signoria, una delli 7 et 14 settembre, l'altra delli 20 del medesimo, delle quali li rendo molto grazie per l'instruttione datami delle cose passate, le quali se ben io haverei desiderato megliori, nondimeno, poiché ha piaciuto a Dio così disponerle, mi giova a credere che saranno inviate a servitio et gloria di Sua divina Maestà, meglio che se fossero incamminate secondo li desiderij nostri.
La fama sparsa costì delle cose fatte in Bologna è tutta falsa; né meno è avvenuto alcun successo che possi haver dato occasione a quel rumore. Mai le cose furono più quiete che nel tempo presente. Il papa non vuol sapere niente di quello che passa, lascia fare alla Republica tutto quello che li pare. Sicché li nostri politici, per sua modestia, restano di far qualche cosa, ma con certezza che potrebbono, se volessero. Per due anni, habbiamo havuto in Roma ambasciator papista; ultimamente, tornato quello, ve n'andò un peggiore. Hora è morto, et la buona fortuna o —per parlare propriamente- la volontà di Dio ha fatto eleggere un utile4. Argomento che la divina Maestà vogli far qualche favore, perché non poteva esser fatto un megliore.
Io scrivo a monsignor *Du Plessis una cosa di qualche momento. Desidero che la lettera li capiti sicura et, per ogni rispetto di sinistro che potesse occorrere alle lettere prima che venissero in mano di Vostra Signoria, non ho voluto soprascriverli se non quanto basta per intelligentia di lei; la qual prego far una coperta alla lettera et dirli che è direttiva a lui.
Il signor *Barbarigo resterà ancora in Turino fino a Pascha. Quello che possiamo far della nostra communicatione, io l'ho scritto già più di quaranta giorni a Vostra Signoria et ne attendo la risposta.
Non so se io possi credere che il grand'imbroglio di Germania possi risolversi in niente: chi considerasse le cose passate et il grand'amor che portiamo all'otio, dovrebbe crederlo. Ma le cose camminano così inanzi che pronosticano mutatione.
Li Genoesi mandarono un ambasciator in Spagna per il negotio di Sassello5 : credo che dalli Spagnuoli sarà trattenuto sì che la piazza li resterà in mano. Pare adesso che li medesimi Spagnoli voglino fortificar un luoco alli confini, chiamato d'Asti Cisterna: cosa che non doverà piacer al duca di Savoia, né al papa, per esser feudo del vescovato d'Asti. Materia di vigilia. Ve n'è molta ma il lettargo è troppo profondo.
Qui si dice che il Parlamento di Parigi, per arresto, [habbia concesso che si vendi il libro ultimo di monsignor *Du Plessis. Se questo è vero, io desidererei copia di quell'arresto]6, sì come anco di certa publicatione che ha fatto monsignor Servin7, con alcune sue aggiute et interpretationi dell'arresto fatto contra Bellarmino.
Li rendono molti saluti et basciamani il signor *Molino e padre *Fulgentio, et io mi rallegro sopra modo che, per gratia di Dio, la sanità di Vostra Signoria sia tolerabile, restando con speranza che sia anco per megliorare oltre lo stato presente. Et, non potendo finir di maravigliarmi delli tradimenti di Bellarmino, finirò di dar noia a Vostra Signoria, alla quale bascio la mano.
Di Venetia, li 25 ottobre 1611

[Circa il decreto pronunciato contro il predetto Bellarmino, qui se ne parla diversamente. Haverei a caro sapere il contenuto, con tutte le particolarità, per poterne informare alcuni senatori miei amici, quali difficilmente possono soffrire la libertà del parlare di questo uomo, come soggetto nato a portar pregiudicio alla quiete della cristanità]8.

 

 

1. Le nom et la signature du copiste, Jacques *Dupuy, apparaissent sur la page de titre du manuscrit.
2. La BnF conserve une autre copie [Italien 1440, p. 438-441] : De la bibliothèque de Mr le P. Bouhier, B44, MDCCXXI.
3. La copie ne comprend pas l'adresse.
4. L'ambassadeur vénitien Marino Cavalli est mort à Rome le 6 octobre 1611, peu apprécié de Sarpi qui le juge pire que son prédécesseur, l'ambasciator papista Giovanni Mocenigo. C'est l'utile Tommaso Contarini qui est élu à sa suite.
5. Le fief de Sassello a appartenu à la famille génoise des Doria jusqu'en 1598, date à laquelle la Chambre impériale de Rodolphe II l'a séquestré pour le confier à Agostino Spinola (1551-1616), comte de Tassarolo, qui l'a vendu à la République de Gênes en 1611. Cette bourgade de l'Apennin ligure a été conquise par les Espagnols ; voir les lettres [1611-08-30 et 1611-09-13 à Groslot, 1611-10-14 à Hotman, 1611-10-25 à Groslot].
6. Dans l'édition Fontanini, ce passage est remplacé par une étoile.
7. Philippe *Duplessis-Mornay, Le mystère d'iniquité c'est-à-dire l'Histoire de la papauté … où sont aussi défendus les droicts des empereurs, rois et princes chrestiens contre les assertions des cardinaux Bellarmin et Baronius, Saumur, T. Portau, 1611, 607 p. ; Genève, P. Albert, 16122. Louis *Servin, Remonstrance et conclusions des gens du roy et arrest de la Cour de Parlement du 26 novembre MDCX sur le libvre intitulé "Tractatus de potestate summi pontificis in rebus temporalibus adversus Guilielmum Barclaium, auctore S.A.E. cardinali Bellarmino imprimé à Rome en l'an 1610", [s.l.], 1610. Dans sa lettre du 23 septembre 1611 à Pierre *Asselineau, Philippe *Duplessis-Mornay écrit : Je me promets que vous aurés veu maintenant mon Mystere d'iniquité; j'en attends votre jugement. Par vostre moyen, que la traduction en soit donnee à l'Italie. il a excité d'abord de grands bruicts; mais on commence à s'y apprivoiser, jusques là que trois cens exemplaires françois ayans esté saisis à Paris, main levee en a esté donnee, par arrest du Parlement, à l'homme de l'imprimeur; qui n'est pas un petit préjugé contre les sollicitations ardentes du nonce. Du surplus, j'ose vous entamer ung affaire duquel je suis recherché pour estre commis à la prudence de nostre reverend pere, qui jugera quel fruict il s'en pourra tirer.
8. Passage absent du manuscrit Dupuy 766.
texte_alternatif
TypeCopie
Scripteur

Jacques Dupuy1

Chiffrementnon chiffrée
Signature

non signée

LieuVenise
Source

BnF, Dupuy 766, f. 30v2

Editions précédentes
  • G. Leti, 1673, lettre LXXIII, p. 407-410,

  • G. Fontanini, 1803, lettre LXXIII, p. 381-383,

  • F-L. Polidori, 1863, II, lettre CLXXXVI, p. 241-243,

  • M. Busnelli, 1931, I, lettre LXXIII, p. 198-199.