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Molto illustre signor colendissimo
L'ultima mia fu delli 84, doppo ho ricevuto col presente corriero la gratissima di Vostra Signoria delli 27 ottobre, dalla quale ho inteso molto bene come passino le cose de' reformati in Francia. Dobbiamo confidare nella Maestà divina, la quale anco dal male fa nascer bene.
Le rendo gratie di quello che ha scritto a monsignor *Leschassier, il quale veramente stimo et osservo. Ho letto con piacere la Remonstranza del signor *Servino la qual giudico degna; egli ha fatto giudicio sopra quel libro5, degno del suo sapere, ma la Sorbona —nel censurare quello del signor *Du Plessis6 — haverebbe potuto mostrar più modestia et più giudicio di quello che ha fatto. Non mi maraviglio se diranno che si possi ben interpretar quello che è stato scritto per la beatificatione del padre Ignazio, essendo solito di tutti i papisti di admettere ogni eccesso nelle cose approbate da loro, et dar ogni sinistra interpretatione a quelle degli altri. Noi lo esperimentiamo in questo che, se il papa è comparato con gli altri vescovi, non si può comportare, questa è una heresia; s'è ugualgliato a Dio, tutto sta bene, riceve buona interpretatione. Soleva la Sorbona esser stimata nelli suoi giudicij ma, da un tempo in qua, mi par che habbia diminuito assai di reputatione.
Per risposta di quella di Vostra Signoria, non mi occorre dirle se non della cifra [che a questa imperfettione che, se è errata in un luoco solo, con gran fatica et pratica si può cavar il senso. In quella che io scrissi a Vostra Signoria et che ella mi rimanda vi è più d'un errore et non mi maraviglio che ella non l'habbia potuto cavare. Per l'avvenire, adoperandola al sicuro non ne commetterò più perché, doppo che sarà scritta, releggerò et così correggerò io qualunque errore potesse essere, che Vostra Signoria al sicuro non haverà più difficoltà. Avviene ben l'istesso a me alcune volte nelle sue, sì come in questa volta ella vederà nel luogo segnato ‡, che vi è una nulla di più]7.
Vengo alle nuove che habbiamo di qua assai considerabili.
È tornata a Napoli parte dell'armata che andò in Africa, assai conquassata, senza saper dar nuova del rimanente, di modo che ha havuto una delle vittorie solite. Si è abboccato il duca di Savoia in Susa con monsignor *Lesdiguières et quel principe tratta continuamente con capitanij da guerra; che dissegni egli possi havere ? Qua non è per ancora penetrato, né io posso pensar altro, salvo che vogli dare qualche gelosia a Spagna. È andata attorno una certa voce che il suo primogenito vogli vestirsi capucino. Io non posso affermarlo per vero, ma questo so per certo che sua altezza ha commandato alli capucini che nelli luoghi del suo dominio non tengano frati, se non sudditi suoi naturali. Ha ancora quel duca fatto spianare una rocca nella terra di Vezza8, feudo della Chiesa d'Asti, né per questo il pontefice fa quel tanto rumore che s'haverebbe potuto credere.
Parmi d'haver scritto a Vostra Signoria altre volte che li Spagnoli hanno fatto quattro richieste al papa. Una, che non si metta pensione in capi di Spagnoli per Italiani, la seconda che le cause anco in seconda instantia siano giudicate in Spagna, la terza che il re habbia la nominatione di tutti li vescovati delli Stati suoi d'Italia, et la quarta che in luoco delle spoglie di Spagna si statuisca una entrata annuale ordinaria et non si faccia più spoglie. Pareva che sopra le tre prime si fosse posto silentio, nondimeno tornano in trattatione, et di Spagna s'aspetta persona espressa che viene per sollicitar l'espeditione; et da Roma mandarono in Spagna il padre Alagona9, giesuita, per mostrare che le dimande sono contro conscientia. Vederemo quello che ne succederà.
Un'altra nuova mi viene da Roma, la quale essendo molto considerabile, io la voglio copiare dalla lettera che ho, di parola in parola, et lasciar che Vostra Signoria ne faccia ella giudicio. Il capitolo è questo :
L'altro giorno è stato carcerato per il santo Officio l'abbate *di Bois, Francese, dell'ordine de' celestini, per ordine della regina, per esser quest'huomo seditioso et che, doppo la morte del re, habbia predicato publicamente cose in pregiuditio della religione. Et quello che gli ha cagionata questa risolutione, è stato per haver sparlato alla gagliarda de' giesuiti et detto publicamente ogni male. Et, volendo il conseglio et la regina farlo carcerare, fu deliberato a non venire a simil resolutione (dubitando di qualche sollevamento, havendo quest'huomo gran seguito) ma con intentione di mandarlo a trattar certo negotio per servitio della regina a Fiorenza et in questa corte, l'hanno benissimo trapolato et sì bene che la passerà male, non havendo alcun appoggio. È malissimo veduto dall'ambasciator di Francia10, et li giesuiti faranno ancor loro quanto potranno, accioché non habbia più modo di sparlar di loro, perché, tra le altre cose, si affatticava a più potere a dar da intendere alli Francesi in Parigi che detti giesuiti havevano cagionata la morte del re; del che persuasi quelli popoli, un giorno, haverebbono potuto far qualche segnalato risentimento contra di loro. Di Roma, etc … io pronostico che questo pover'huomo debbi correre la fortuna di fra Fulgentio cordellier11 et prego Dio che li habbia misericordia12.
Non riscrivo a Vostra Signoria le cose che conteneva quella ciffra da lei non intesa, perché hanno mutato assai lo stato, ma quando l'ambasciator nostro haverà incominciato a negotiare in Roma, le scriverò in quelle materie quello che occorrerà.
Per hora finirò di abusar più longamente della patienza sua, trattenendola in queste leggierezze, ma non di riverirla, nel che persevererò sempre. Li rendono molti saluti il signor *Molino et padre Fulgentio13, et io bascio la mano.
Di Venetia, il dì 22 novembre 1611.

 

 

1. Le nom et la signature du copiste, Jacques *Dupuy, apparaissent sur la page de titre du manuscrit.
2. La BnF conserve une autre copie [Italien 1440, p. 448-455] : De la bibliothèque de Mr le P. Bouhier, B44, MDCCXXI.
3. La copie ne comprend pas l'adresse.
4. Les manuscrits Dupuy 766 et Italien 1440 —comme les éditions Leti, Fontanini et Polidori— porte la date du 15 mais les lettres conservées et le rythme des échanges épistolaires de Sarpi nous inclinent à corriger.
5. Il s'agit du Tractatus de potestate summi pontificis du cardinal Roberto Bellarmino.
6. Il s'agit de Le mystère d'iniquité de Philippe *Duplessis-Mornay.
7. Dans les éditions Leti, Fontanini et Polidori, ce passage relatif au chiffrement des lettres est censuré.
8. La bourgade de Vezza d'Alba est entrée dans le duché de Savoie en 1611.
9. Pedro Alagona (1549-1624) jésuite de Syracuse. Théologien et professeur de droit canon au collège romain.
10. Voir Notices biographiques : François *Savary, comte de Brèves.
11. Voir Notices biographiques : Fulgenzio *Manfredi.
12. Pour la suite des malheurs de l'abbé Jean *Du Bois-Olivier, voir lettres 1611-12-06 à Groslot et les lettres du 1612-02-14 à Groslot et à Leschassier.
13. Voir Notices biographiques : Fulgenzio *Micanzio.
texte_alternatif
TypeCopie
Scripteur

Jacques Dupuy1

Chiffrementnon chiffrée
Signature

non signée

LieuVenise
Source

BnF, Dupuy 766, f. 31r-v2

Editions précédentes
  • G. Leti, 1673, lettre LXXV, p. 417-422,

  • G. Fontanini, 1803, lettre LXXV, p. 386-388,

  • F-L. Polidori, 1863, II, lettre CLXXXIX, p. 250-254,

  • M. Busnelli, 1931, I, lettre LXXV, p. 203-205.