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Molto illustre signor colendissimo
Ho appunto giudicato, sì come Vostra Signoria mi scrive per la sua delli 7 del passato, che ella nel tempo del dispaccio precedente si ritrovasse assente, all’hora non restai di scriverle et credo che haverà ricevuto la mia. Al presente, non havendo cosa nuova, questa mia seguirà solo di passo in passo quella di Vostra Signoria, la quale m’ha apportato sollevamento grande col narrarmi la unione delle Chiese et maggiormente quando mi dice che non potrà seguire il matrimonio di Spagna3, senza rompere con riformati.
Resto ben io ancora alquanto turbato per l’ambasciator che va in Hollanda, ma Dio condurrà ogni cosa a sua gloria et a quello che è meglio per noi, quantunque per incapacità nostra ci paresse altrimenti.

La morte del duca di Orléans4, senza dubio, darà fomento alle speranze di qualche inquieti ma, finalmente, purché piaccia a Dio condur il re nella maggiorità, ogn’altro male sarà remediabile.
È necessario che il principe di *Condé riceva delle repulse, non comportando lo stato suo, che vi sia fine dei suoi disegni, et se fosse compiaciuto in quello che dimanda, dimanderebbe altro ancora. È prudentia, poiché non si può contentarlo afatto, riporsi piùtosto al primo che al secondo.

Haverò tra quattro giorni li Sermoni della beatificatione del padre Ignatio5, li quali il signor *Barbarigo ha ritenuto per leggerli. Mi son ricordato di haver una historia di quanto passò in simil proposito in Siviglia, ne ho un essemplare stampato in quella città. Io l’ho fatto copiare, credendo che doverà esser di gusto a Vostra Signoria et a qualche altro amico costì. Io veramente tengo la stampa per cosa carissima, imperoché se mi fosse narrata una tal attione, non la crederei.
Ma in proposito di santi, al presente habbiamo nuovamente Carlo Borromeo, del quale solo si parla et egli adesso fa tutti li miracoli, sì che li vecchi hanno perso la piazza.

Quanto a quello Lucchese, io ho havuto dubio che costà la fama passasse, tale a punto come Vostra Signoria mi scrive. Ma non è fatto per far piacer al papa et di quella morte ne sono stati autori li politici. Il poveretto è capitato là per imprudentia, non per l’Evangelio. Ma sarebbe cosa lunga il narrarglielo.
Quanto alle cose di qui, il papa non vuole in modo alcuno controversia et, senza dubio, la Republica potrebbe fargliene quando volesse; ma, al come le cose passano, quanto più è veduto atto a sopportare, tanto più dicono che bisogna astenersi, di modo che et il bene et il male si convien tornar in male. Il padre6 è molto insospettito per la venuta di Badovere7 et ci anderà cauto, ma la giornata scoprirà.
Li Spagnoli senza dubio faranno tutto quello che vorranno in Italia, caminando con passi così tardi e così corti che, se volessero affrettarsi o allongarsi, sarebbe il nostro bene. Delle cose di Savoia, non occorre pensarci niente perché sono tutte chimere et, se ben di Spagna hanno licenziato li suoi ambasciatori (ordinario) per l’affronto fatto in Turino dal luogotenente di Nemours al secretario spagnolo, nondimeno da questo non ne seguirà niente8. E chi sa che tutte queste cose non siano fatte di commun concerto ?
Ho veduto la scrittura9 di monsignor *Casaubona, molto ben ornata, ma ci desidererei maggior abondanza di soggetto, colpa di Inghilterra che glien’ha somministrata.
Non mi resta altra cosa con che attediare Vostra Signoria più longamente et dubiterei, quando altro ci fosse, di mancar della debita discretione, in por fine alla presente, li bascio la mano con il signor *Molino et padre Fulgenzio10.
Di Vinetia, il dì 3 gennaro 1612

  • 1. La BnF conserve une autre copie [Italien 1440, p. 463-468] : De la bibliothèque de Mr le P. Bouhier, B44, MDCCXXI.
  • 2. La copie ne comprend pas l’adresse.
  • 3. Il s’agit des négociations pour le mariage du jeune roi Louis XIII de France avec l’infante Anne d’Autriche et de l’infant Philippe avec Elisabeth de France ; elles aboutiront le 22 août 1612 aux accords de Fontainebleau suivant lesquels le mariage sera célébré le 28 novembre 1615, en la cathédrale de Bordeaux.
  • 4. Nicolas de Bourbon (1607-1611), duc d’Orléans, est le second fils d’Henri IV et Marie de *Médicis. Dès sa naissance, il n’a jamais joui d’une bonne santé et est mort le 17 novembre 1611, d’une crise d’épilepsie. A sa mort, le titre de duc d’Orléans passe au troisième fils, Gaston, jusque là duc d’Anjou.
  • 5. Pedro Valderrama (1550-1611) OSA, Pedro Deza OP, Diego de Rebullosa OP, Trois très-excellentes prédications prononcées au jour et feste de la béatification du glorieux patriarche, le bienheureux Ignace, fondateur de la Compagnie de Jésus, par le R. P. et docteur Pierre de Valderame …, le R.P et docteur Pierre Deza . , le R.P. Jacques Rebullosa. Le tout nouvellement traduict par le P. François Solier, Poitiers, par A. Mesnier, 1611. Le premier texte a été prononcé le 31 juillet 1610 par le Valderrama, prieur des Augustins de Séville ; le second le 26 janvier 1610 par Pedro Deza de Valence et le troisième le 4e dimanche de l’Avent 1609 par J. Rebullosa de Barcelone.
    La traduction française du jésuite limousin François Solier (1558-1638) a été condamnée par la Sorbonne, le 1er octobre 1611, et il y a répondu par une Lettre justificative … respondant à un sien amy touchant la censure de quelques sermons faits en Espagne à l’honneur du bienheureux Ignace de Loyola … , Poitiers, Antoine Mesnier, 1611.
  • 6. Pour des raisons de sécurité, Sarpi parle de lui-même à la troisième personne.
  • 7. Voir Notices biographiques : Jacques Badoer.
  • 8. Pour rappel des faits, voir lettre 1611-10-11 à Groslot.
  • 9. Isaac Casaubon, Epistola ad Frontonem Ducæum, S.J. theologum, in qua de Apologia disseritur communi, iscriptarum nomine, ante aliquot menses Lutetiæ Parisiorum edita, Londini, J. Norton , 1611.
  • 10. Voir Notices biographiques : Fulgenzio Micanzio.
texte_alternatif
TypeCopie
ScripteurJacques Dupuy
Chiffrementnon chiffrée
Signature

non signée

LieuVenise
Source

BnF, Dupuy 766, f. 31v-32r1

Editions précédentes
  • G. Leti, 1673, lettre LXXVIII, p. 431-434,

  • G. Fontanini, 1803, lettre LXXVIII, p. 392-394,

  • F-L. Polidori, 1863, II, lettre CXCIII, p.262-265,

  • M. Busnelli, 1931, I, lettre LXXVIII, p. 209-211.