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Al molto reverendo signor mio ossequissimo
Il padre maestro Paulo servita
Venetia

Molto reverendo signor ossequissimo

Il signor *Treo et io rendiamo a Vostra Signoria affetuose gratie del conteso officio che si è compiaciuta passar con noi accompagnato dalli soi precedenti riccordi in proposito del negotio che si tratta, de' quali si valeremo a suo tempo1.
Habbiamo a fare con un vice-legato gentilissimo ma ardente et perché mente quanto possi esser altra persona, al quale sta molto bene la lingua in bocca et con un camerale sottilissimo che non parla molto ma stà con l'acceta sempre in aria per farcela sentire su 'l collo. Con loro, habbiamo havuto contesa grandissima per occasione della dechiaratione da lor prefeta delli antichi confini di mezo loro. Habbiamo disputato due giorni intieri, strepitato et gridato così forte che quelli che erano fori della stanza credevano che dovessimo in vece della lingua adoperar li pugni. Finalmente si sono aquetati.
Et poi ci sono venuti adosso con una mole di scritture tanto grande che ancora non le habbiamo potuto far copiar tutte, non ostante che gratie anco cinque persone vi habbino atteso con molta diligenza et particolarmente il clarissimo segretario qual non si è sdegnato, per servigio publico, farsi copista. Credeno (per quello ci possiamo imaginare) di haverci nella nassa ma avanti che ci pigliono farrà bisogno che sudino sangue perché ancor noi habbiamo le nostre rocche da retirarsi in sicuro, in conformità delli concetti scritti da Vostra Signoria.
Habbiamo fatto un discorso per instrution nostra nel quale distintamente trattiamo tutta la materia et c'illuminiamo a una per una tutte le scritture, accomodando a quelle che ci fa contra convenienti risposte. In somma, se ben habbiamo causa difficile et che la causa habbi mutato faccia perché ci mostrano per molte scritture che quel bosco2, del quale fù investito tutto verso l'anno 1364, non è di là da Po di Goro come noi habbiamo stimato che sij nelle contrattatione tutte, sì come anco il medesimo stimò il clarissimo padre maestro Marc'Antonio *Cappello quando fecce la sua relatione in visitation. Con tutto ciò non si siamo perduti di animo et come entriamo in battergli deffenderemo vivamente li confini proposti nella nostra scrittura, con poco speranza però che non frutti perché, a dirla in una parola, siamo li ghiotti in un tagliere, sotto pretesto di contesa de boschi, noi voressimo escluderli dalle marine et essi, all'incontro, non pensano ad altro che a diffender le rive della marina, sì che ad accordar queste pene, credo, vi saria da far assai. Non mandiamo il discorso per noi fatto, perché vediamo che sijno per darci altre scritture, onde in tanto che non le vedremo tutte non si può stabilir cosa alcuna. Ma concludo che si habbi in causa se così parerà alli illustrissimi signori Padroni mandare anco esso discorso, che è quanto per hora mi occore dirle et perciò faccio fine et le bascio le mani come fa anco il signor *Treo.
In Mazzorno3 il di 19 febraio 1612
Di Vostra Signoria molto reverenda

Servitore affettionatissimo
Ag.no Del Bene4

 

 

1. La possession et la gestion du delta du Po sont vitales pour la République de Venise qui a engagé plusieurs guerres contre le duché de Ferrare avec qui elle partage cette zone économiquement importante puisque ses salines appartiennent à la route du sel. Au XVIe siècle, la frontière entre ces deux Etats a même été matérialisée par une palissade en bois, dressée par les Pendasi, une famille ferraraise. Le delta est une zone difficile car s'y concentrent deux types de problèmes : les soucis politiques d'une frontière et les difficultés hydrologiques liées à un fleuve tumultueux qui change de bras en menaçant de joindre ses eaux à celles de l'Adige et dont les sédiments envahissent la lagune vénitienne en menaçant de combler la bouche de Chioggia et celle de Malamocco. Le 17 novembre 1569, Luigi Groto surnommé l'Aveugle d'Adria prononce devant le doge Loredan un discours pour soutenir le creusement du taglio di Porto Viro. En 1598, la dévolution de Ferrare ramène ce territoire dans le giron des Etats de l'Eglise ; la confrontalion frontalière crée un point de crispation supplémentaire entre Rome et Venise, voir Gino Benzoni, Introduzione, in Lo stato marciano durenta l'interdetto, Rovigo, Minellina, 2008, p. VII-VIII. De mars 1599 à juin 1600, les Vénitiens et les Romains organisent des visites et Alvise Zorzi -pour Venise- et le cardinal Giovanni Francesco Biandrate -pour Rome- signent la convention de Papozze (7 juin) qui autorise les Vénitiens à creuser le taglio. Il s'agit de creuser sur 7 km un canal qui part du bras principal ou Po delle Fornaci et qui, à travers la vallée Malipiera et les dunes, rejoint les eaux de la sacca de Goro. L'essentiel des eaux est déplacé vers le sud. Le chantier est porté à son terme le 16 septembre 1604 par le provveditore Giacomo Zane ; mais, en 1612, le Po di Tramontana est totalement ensablé. Ces travaux modifient la géographie du delta qui va avancer de 26 km dans la mer Adriatique et ces nouvelles terres aiguisent les inquiétudes locales et les appétits politiques. Les nouvelles communautés sont dotées d'églises aggrégées au diocèse de Chioggia et au territoire métropolitain de la République ; les familles patriciennes comme les Grimani, Contarini et Malipiero font des acquisitions terriennes dans le delta et y construisent de nombreuses villas. Voir Aldo Tumiatti, Il Taglio di Porto Viro. Aspetti politico-diplomatici e territoriali di un intervento idraulico nel delta del Po (1598-1648), Taglio di Po, 2005. Dans ses Memorie aneddote (II, p. 27), Francesco Grisellini rapporte : P. Paolo il lunedì dopo Pasqua (28 avril 1612), di qua se ne andò a Chioggia et poi su le galere fu condotto a vedere la sacca et porto di Goro et si trattenne in quel contorno in Lorio et in Chioggia fino al mercoledì sera seguente, che fu il giorno di San Marco.
2. Il pourrait s'agir du bois de Mesola qui était, avant le creusement du taglio, au bord de la mer.
3.
Mazzorno est une localité sur la rive du Po.

4.
Voir Notices biographiques : Agostino *Del Bene.
texte_alternatif
TypeAutographe
Chiffrementnon chiffrée
Signature

Ag.no Del Bene

Lieu

Mazzorno

Source

ASV, Consultori in iure 16, f. 73r-76v.

Editions précédentes
  • Inédit