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Molto illustre signor colendissimo
È avenuto a me l'istesso che a Vostra Signoria, d'haver ricevuto tre man di lettere tutte in un tempo. Io non ho mancato di scriverli per ogni corriero et non son per mancare, eccettuati i casi d'impossibilità. Et, se ben Vostra Signoria sarà assente per la causa che mi dice, continuerò tuttavia, con speranza che se le lettere non le perveniranno in mano così presto come se ella fosse ferma in un luogo, saranno però salve.
La prima sua è delli 15 febraro, accompagnata dall'Apologia di *Richeome4 che mi è stata gratissima per dissegno che ho di servirmene in qualche nostro affare; et ne rendo a Vostra Signoria le debite gratie, restando però con obligo di contracambiar la sua cortesia in cosa che io possi giudicar doverli esser grata. La seconda sua è delli 29 febraro, insieme con l'historia del degnissimo concilio tenuto in casa del cardinal, dal quale non si possono aspettar altri frutti, per verificare la Scrittura divina, che l'impio si faccia peggiore et il sozzo si sporchi anco di più. Io veggo che il libretto di *Richier ha sonato all'arma5 et che sino adesso ha svegliato molti che dormivano et messoli in diffesa et, quantunque non ne seguitasse maggior bene, quello che è successo fin'hora è assai. Io però sto con molta gelosia tra il timore et la speranza perché, se il Parlamento sta constante et, se non vien constretto, a nostra memoria non si diede mano ad impresa di maggior consequenza.
Delli matrimoniij si è parlato assai. Adesso pare che le cose di Germania habbiano coperto ogni altra cosa sotto silentio, le quali par che s'imbroglino grandemente et io stupisco intendendo tante novità, senza dirsi che i giesuiti vi mettino mano. Non è credibile che in una tanta attione non voglino fare la parte loro et il non esser sino al presente nominati fa suspitione che siano riservati alla catastrofe della favola. La congiontione delli doi vicarij imperiali sarà molto utile per far proceder con maturità et le turbe che nascono in Ongaria, Boemia et Austria mostrano che non sarà così facile continuar la successione. Et se il re della Gran Bretagna vi si meschi con due delle parti della sua impresa stampata nel libro contro Vorstius6 et non la terza, potrebbe esser il compimento della salute del mondo. Nissuna cosa è più utile quanto che l'imperatore si separi dal papa, se ben la verità è che il pontefice non ha dato altro all'imperatore che la coronatione, ma però fra le Decretali ha posto che ad esso pervenga l'essamine dell'elettione et della persona eletta et la confermatione, che l'eletto imperator gli debbia fare giuramento et che quel giuramento sia di fedeltà. Ha poi anco statuito che l'amministratione dell'imperio vacante s'appartenga a lui. Caso che fosse eletto non papista, le pretensioni potrebbono esser poste in sale. Ma Dio soprastà a tutte le cose et, sì come vuol esser pregato con li affetti humani, così vuole essaudir secondo li consegli divini.
Hebbi già un'altra delle lettere apologetiche del padre Solier7. Mi piace haverne due, hora che intendo il tentativo di sopprimerla et veramente, se li giesuiti si vergognano, li escuso perché vi n'è gran raggione. Ho veduto l'Arenga del rettor dell'università8 et, conforme al giudicio di Vostra Signoria, giudicatola bella di parole et di effetti. Indovino li rispetti pei quali monsignor Servin* differisce di publicar la sua, la quale, se venirà tardo, sarà tanto più longo tempo desiderata.
Rendo molte gratie a Vostra Signoria per li avvisi che mi dà nell'ultima, la quale è delli 15, et mi conformo al giudicio suo che non si può evitar il castigo meritato: però li castighi paterni sono anco da desiderare, causando in fine correttione; ben debbe dispiacer la causa che sono i nostri mancamenti.
È partito il signor *Gussoni et doppo questa le altre veniranno a Vostra Signoria per sua mano. Quando il signor *Barbarigo sarà qui, teniremo qualche volta ragionamento di lei con il padre *Fulgentio et il signor *Molino, che li basciano la mano. Per la passata, li diedi avviso delle cose fatte qui verso li giesuiti, che credo non li dispiacerà haverle intese.
Da Roma, non vi è cosa di momento se non ufficij che fa il pontefice acciò la casa d'Austria sia unita et li catholici siano congionti con loro. Pensa ancora il papa di far andar alla residentia tutti li vescovi che sono in corte: per il che il cardinal *Borghese, che già sei mesi ha havuto l'arcivescovato di Bologna, lo rinoncia. Però al nuovo arcivescovo darà 2 mila scudi et il rimanente, che sono 14 mila, resteranno a lui.
Di qua, non vi è altro se non che in alcune terre di giurisdittione bergamasca —ma diocesi milanese— il cardinal Borromeo ha fatto publicar un edito che nessuno possi haver commercio con Grisoni né Svizzeri, né possino esser alloggiati da alcuno passando. Et in contrario, dalli magistrati è stato fatto in publico un proclama, condamnando l'editto ed approvando il commercio e l'hospitalità. Alli confini di Ferrara, tra il papa et la Republica passano qualche cose nuove, con pericolo di consequenza. Qui è fama che il signor Pascal9 habbia detto in Grisoni che la Republica habbia stretta intelligenza col papa contro i reformati, et habbia havuto mano nella morte del re; che sarebbe un atto di poca buona persona et viene di tal parte che io quasi lo credo.
Non pensava di haver altro da scrivere a Vostra Signoria, havendo scritto sin qui già due giorni sono. Doppo, a' confini di Ferrara si fanno soldati da ambe le parti.
Quel libretto De potestate ecclesiastica et politica è tanto desiderato qua che io vengo constretto di pregar Vostra Signoria per haverne un altro essemplare et, se non credessi esser importuno, diria doi. Et qui facendo fine, li bascio riverentemente la mano, pregando Dio che li doni ogni prosperità.
[Di Vinetia], il dì 10 aprile 1612

 

 

1. Le nom et la signature du copiste, Jacques *Dupuy, apparaissent sur la page de titre du manuscrit.
2. La BnF conserve une autre copie [Italien 1440, p. 499-507] : De la bibliothèque de Mr le P. Bouhier, B44, MDCCXXI.
3. La copie ne comprend pas l'adresse.
4. Louis *Richeome SJ, La vérité défendue pour la religion catholique. En la cause des jésuites contre le plaidoyé d'Antoine Arnaud, par François des Montagnes, Liège, H. Hovius, 1596. Texte immédiatement traduit en latin : Apologia Francisci Montani pro societate Iesu in Gallia contra Antonii Arnaldi advocati parisiensis philippicam … Accessit appendix ex historia de facto Joannis Schattelii studiosi perisiensis … Ex gallico in latinum traslata [a J. *Gretser SJ], Ingolstadt, Sartorius, 1596 : [a Andrea Valladier SJ (1565-1638)], Lugduni, 1606.
5. Edmond *Richer, De ecclesiastica et politica potestate, liber unus. Ecclesia et politica monarchica ad finem supernaturalem instituta : regime aristocratico quod omnium optimum et naturæ convenientissimum est, Parisiis, [s.n.], 1611, IV-30 p. Cet ouvrage lui a été envoyé par Leschassier, voir lettre 1612-02-28 à Groslot.
6. Dans le débat sur les libertés religieuses, le roi Jacques I d'Angleterre a adressé aux autorités hollandaises une lettre en date du 6 octobre 1611 (A Declaration concerning his Proceedings with the State general of the United Provinces of the Low Countries, in the matter of D. Conradus Vorstius) contre la nomination du remontrant Conrad Vorstius (1569-1622), à la succession d'Arminius à l'université de Leyde. Il y définit les pouvoirs du prince en matière religieuse : custos et vindex utriusque tabulæ et nutritius ecclesiæ.
7. Voir lettre 1612-01-18 à Groslot.
8. Pierre Hardivillier (1579-1649), Actio pro Academia, adversus presbyteros et scholasticos collegii Claromontani, habita in senatu parisiensi, anno 1611, die 22 decembris, Parisiis, apud J. Petit-Pas, 1612. Harangue de M. Pierre Hardivillier, recteur de l'université de Paris, prononcée par luy au Parlement pour l'université, contre les pères et escholiers du collège de Clermont, le 22 de décembre 1611, traduite de latin en françois par P.F.R.P., Paris, M. Gadouleau et J. Petit-Pas, 1612.
9. Voir Notices biographiques : Carlo *Pasquali.
texte_alternatif
TypeCopie
Scripteur

Jacques Dupuy1

Chiffrementnon chiffrée
Signature

non signée

LieuVenise
Source

BnF, Dupuy 766, f. 34r-v2

Editions précédentes
  • G. Leti, 1673, lettre LXXXVI, p. 464-469,

  • G. Fontanini, 1803, lettre LXXVIII, p. 408-410,

  • F-L. Polidori, 1863, II, lettre CCVI, p. 301-304,

  • M. Busnelli, 1931, I, lettre LXXXVI, p. 225-228.