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Molto illustre signor colendissimo
Crescono ogni giorno li oblighi miei verso Vostra Signoria et diminuiscono in me li modi di renderne alcuna ricompensa. Insieme con le sue delli 17 et 18 maggio, da Lione, ho ricevuto il libro di Cugiacio4 insieme con li altri che li è piaciuto mandarmi. Vorrei saper cosa che li fusse grata ricever di qua, non perché io tratti con lei di ricompensatione, ma solo per dimostrar che riconosco li favori ricevuti.
Le sue lettere, con li libri, furono portate dall'extraordinario nostro il qual non passò in Inghilterra5, ché non era venuto costì se non per la cosa de' Grisoni et ha havuto risposta assai poco pertinente, per la quale ogn'uno viene certificato che costì non vi è altra mira, salvo il servitio di Spagna. Quello che mi fa molto maravegliare, in questo proposito, è che monsignor *Pasqual habbia fatto solenni et publici giuramenti, per persuadere a quei popoli non esser vero che vi sia alcuna conclusione di matrimonio tra Francia et Spagna. Con tutte queste difficoltà, nondimeno spero che non saremo serrati in Italia, sì come vorrebbono quelli che doverebbono più degl'altri ricercar l'apertura di quella porta.
Ho sentito molto dispiacere della maniera tenuta dal signor *Gussoni, se ben l'attribuiscono più a mancamento di espressione di buona volontà che a difetto di quella. Con tutto ciò, io li toccherò qualche parola perché, quando la corrispondentia non fosse in modo conveniente, meglio sarebbe troncarla. Con questa occasione, li dirò che li amici di *Barbarigo risolvono che un altro vadi in Spagna, onde a lui toccherà Francia, ma questo non sarà se non l'anno seguente.
A Roma, hanno imparato che la oppositione et contentione non giova loro, ma mette li altri in vigilante diffesa, et però, con dissimulata negligenza et con dimostratione di creder ogni cosa, inducono negli altri una negligentia vera et un sonno profondo.
È verissimo che la traditione6 di *Badover ha consequenze, ma ancora secrete et grandi. Spero in Dio che questa sarà stata un'alteratione a salute7 et che il fine sarà buono.
Mi dà gran gelosia la controversia che vedo nascere tra reformati nelle cose di religione, massime essendone già nate altre molto pericolose in Hollanda. Piacerà a Dio impedire li cattivi dissegni ché, quanto a me, tra tutte le imprese spagnole, questa mi par la maggiore: haver potuto dividere li ugonotti. Ma, perché ben spesso si vede che Dio rivolta in bene le cose incommode et che le desiderate tornano in male, voglio sperar nella Maestà sua divina che farà terminare a buon fine et queste et coteste cose, se ben al presente noi non sappiamo divinare essito buono.
In Italia, non habbiamo cosa di momento, perché a Roma si continua il modo usato. Questo solo è di consideratione che, dovendosi crear a questa Pentecoste in Roma un general dell'ordine di san Dominico et un altro di san Francesco, è stato comandato a don Francesco di Castro8, ambasciator spagnolo, che si ritrovava a Napoli, di andar immediate a Roma per assistere a quei capitoli et operare che siano eletti spagnoli9.
Il cavaglier *Wotton si ritrova a Turino, ambasciator del re della Gran Bretagna et, se ben si dice che il suo negotiato non porti altro salvo che il dar esclusion al duca del matrimonio della principessa, nondimeno molte congetture vi sono che quel duca, vedendo la stretta unione di Francia et Spagna, pensi che sia necessario qualche contrapeso. pensiero che piacesse a Dio entrasse nella mente di quelli a' quali è più necessario.
Il duca di Parma10 in questi giorni ha fatto morire dieci persone, fra quali sette sono nobili titolati, per conspiratione contra la persona sua et si tiene per certo che la confiscatione di tutti li beni loro, eccetto quelli delli feudi, sarà applicata alli giesuiti. Ma, in Palermo, a questi buoni padri è avvenuto un bel accidente. È morto un gentil'huomo ricco, molto loro devoto, havendo fatto testamento et instituito herede un figliuolo suo unico et li padri insieme, dando l'essecutione del testamento ad essi, con facoltà di divider l'heredità come fusse piaciuto loro et dar al figliuolo quella parte che li fosse parsa conveniente. Li padri hanno diviso il tutto in dieci parti et datone una al figliuolo, et nove ritenute per loro. Di questa così grand'inegualità il figliuolo si è querelato al duca di Ossuna, viceré, il quale, udite le raggioni di ambe le parti, ha confirmato la divisione ma voltati li termini: che al figliuolo tocchino le nove parti et alli padri una.
Se ben sono incerto quando la presente debbi capitar in mano di Vostra Signoria, non ho però voluto mancar di questo debito per basciarli la mano: il che fanno anco li amici.
[Di Vinetia] il dì 5 giugno 1612

 

 

1. Le nom et la signature du copiste, Jacques *Dupuy, apparaissent sur la page de titre du manuscrit.
2. La BnF conserve une autre copie [Italien 1440, p. 515-520] : De la bibliothèque de Mr le P. Bouhier, B44, MDCCXXI.
3. La copie ne comprend pas l'adresse.
4. Voir Notices biographiques : Jacques *Cujas.
5. Voir Notices biographiques : Gregoriio *Barbarigo.
6. Pour tradimento. Certainement une allusion à sa conversion.
7. L'expression alteratione a salute peut être traduite par un mal pour un bien.
8. Voir Notices biographiques : Francisco *Fernandez de Castro.
9. En 1612, suite au souhait du roi d'Espagne que les ordres dominicain et franciscain soient dirigé par des Espagnols, c'est Juan Hierro qui est élu 61e supérieur des franciscains mais Serafino Secchi de Pavie (1560-1628) est élu 54e supérieur des dominicains.
10. Le 19 mai 1612, ont été exécutés sous inculpation de conjuration contre la personne du duc Ranuccio I Farnese et de sa famille : le comte de Fontanellato, Alfonso Sanvitale, le comte Orazio Simonetta et son épouse Barbara Sanseverino, le comte Pio Torelli, le marquis Gianfrancesco Sanvitale, le marquis Girolamo di Sala et le comte Giambattista Masi, tous décapités alors que Bartolommeo Rovezan, Oliviero de' Olivieri et Onofrio Martani ont été pendus. Sarpi avait déjà fait allusion à cette affaire dans sa lettre 1611-08-02 à Groslot.
texte_alternatif
TypeCopie
Scripteur

Jacques Dupuy1

Chiffrementnon chiffrée
Signature

non signée

LieuVenise
Source

BnF, Dupuy 766, f. 34v-35r2

Editions précédentes
  • G. Leti, 1673, lettre LXXXIX, p. 477-481,

  • G. Fontanini, 1803, lettre LXXXIX, p. 414-416,

  • F-L. Polidori, 1863, II, lettre CCX, p. 312-315,

  • M. Busnelli, 1931, I, lettre LXXXIX, p. 232-234.