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All'illustrissimo et molto reverendo padre maestro Paolo di Venetia,
teologo della Serenissima Republica.
Alli Servi

Illustre et molto reverendo padre signor osservandissimo

Sicome ho sentito sommo dispiacer del suo male2, così ho sentito grandissimo contento della recuperata sua sanità; che il Signor la conserva, per beneffitio publico et sottisffatione di chi l'ama, lunghissimi anni.
Mi vo imaginando et parmi veder grandissima mutation nel nostro governo doppo la morte del nostro sapientissimo serenissimo Donato3, qual son certo et securo che ogni giorno più passa conoscimo per quel vero, prudente, savio et cattholico principe, che habbiamo mai havuto. Toca a chi governa prevedere et proveder per la sua parte a quello conoscono necessario et utile della Republica. N'ho scritto all'illustrissimo Contarini che non lascia passare in essempio certe cose, non se questo sarà.
Del negotio4, io credeva che lei havesse qualche osservatione per le cose passate, et per ciò non le diedi la debita et necessaria informatione, hora le mando 3 scritture ed una sua5 in tutte 3, dalle quali credo che la resterà sufficentemente informata; aggiongendole che il piovano qui in vita et 5 altri preti vengono ogn'uno conffermati, o per dir meglio ballotati, et così l'uno come l'altri fano l'istesse concioni, dicendo messa, confessando, comunicando et dando tutti i sacramenti della Chiesa ma questi se possino con il vero nome chiamar aggiutanti al piovano overo capellani amovibili. L'uso è che doppo la ellettione vano per la confirmatione al vescovo; io voleva che questo ultimo reverendo godeste le sue entrade e essercitasse il suo carico et ministerio, ma non vole dicendo che cascherà in irregolarità; chi potesse levar questa terra dalla cura del vescovo di Trieste, et sottoponerla a Capo d'Istria6, sariano per sempre levate le difficoltà, ma dubito. Sarà materia difficile et massime nelli giorni presenti.
Vado pensando de far sequestrar l'entrada et la parte aspettante a questo prete, acciò non vada nell'altri, perché intendo che l'intentione del vescovo sarebbe dividar di 5 preti in 3 perché fossero più grassi et oppulenti. Stavo aspettando il suo consiglio et di ciò ne debbo dar parte in publico overo lasciar scorrer. Mi facia favor salutar il padre maestro Fulgentio7 et Vostra Signoria conservarmi nella sua solita gratia et amor, et le bacio le mani.
Di Pinguente, a dì 12 agosto 1612
Di Vostra Signoria illustre et molto reverenda

affettionato come fratello
Francesco di Priuli

 

 

1. De 1612 à 1614 (période où les Uscoques ravagent les côtes adriatiques), Francesco *Priuli est proveditore e inquisitore in Istria et il réside dans la ville de Pinguente (en croate, Buzet). Paolo Sarpi a écrit l'Aggionta … fin'all'anno 1613 à l'Historia degli Uscocchi de Minucio Minuci parue en 1616.
2. Dans sa lettre 1612-07-31 à Groslot, Sarpi a fait allusion à una grande et pericolosa indispositione.
3. Le doge Leonardo *Donà est mort le 16 juillet 1612.
4. Depuis plusieurs années, le conflit entre les habitants de Pinguente et leur évêque est pendant. Dans l'introduction au consulto 32, Corrado Pin résume ainsi le problème : Nella primavera del 1607 il nunzio della comunità istriana di Pinguente consegnava al collegio veneziano una supplica affinché la Repubblica ne tutelasse il diritto a eleggere, nel consiglio cittadino, oltre al pievano anche gli altri sacerdoti della città. Per diritto di giuspatronato, quella comunità —come d'altronde numerose ville di quella giurisdizione— eleggeva a vita il pievano e sottoponeva a elezione annuale i quattro o cinque preti dell'unica chiesa. Contro queste nomine a tempo derminato (preti amovabili) avevano allora fatto opposizione alcuni preti, richiamandosi a un monitorio di alcuni anni prima pubblicato dal vescovo di Trieste.
5. Priuli fait référence au consulto : Sopra l'uso della comunità di Pinguenti di elleggere li capellani della loro chiesa a tempo (19 avril 1608), in Corrado Pin, Consulti, op. cit., vol. I, consulto 32, p. 568-574.
6. Sarpi a déjà évoqué, dans la lettre 1608-08-26 à *Leschassier, le problème de Pinguente qui fait partie politiquement du Dominio de Venise mais qui, dans le même temps, relève du diocèse de Trieste qui n'est pas du Dominio vénitien.
7. Voir Notices biographiques : Fulgenzio *Micanzio.
texte_alternatif
TypeAutographe
Chiffrementnon chiffrée
Signature

Francesco di Priuli

Lieu

Pinguente [1]

Source

ASV, Consultori in jure 23, f. 97r-99r.

Editions précédentes
  • Inédit