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Molto illustre signor colendissimo
L’ultima mia scritta a Vostra Signoria fu delli 7 del presente, hor hora ricevo la sua delli 16 ottobre, alla qual risponderò a passo a passo, così leggendola, perché non ho più di mezz’hora di tempo alla partita del corriero: al rimanente non sarà risposto per questa, risponderò lo spazzo seguente.
Io non dubitava che la fama venuta da Roma, di lettera scritta da monsignor di Buglion3, non fosse un artificio; ma ho voluto scriverlo, per non restar d’avisarla di tutto quello che va attorno.
L’intestatura dal ramo del Po di Tramontana4 non ha potuto porger materia a Roma di risentimento, per esser un luoco distante dalli confini ecclesiastici più di 10 miglia, et lasciando anco tre altre bocche superiori a quella, nello Stato della Republica, ma che ne debbi seguir et ben presto, quello che Vostra Signoria giudica, sarà senza dubio. Io non ho inteso ancora che a Roma si faccia trattato contro la bigamia, ma m’informerò et saperò dirgliene l’intiero.
Son restato stupito intendendo il successo del prigione menato da Verdun, ma non mette conto, a chi può, che si scuopri la verità.
Ho sentito estremo piacer che monsignor di Thou5 sia stato sodisfatto di quanto ho potuto far in suo servitio. Mi rendo certo che egli haverà abondantemente quanto desidera in quel particolare.
Li moti che passano tra li sudditi dell’arciduca Ferdinando et di questa Republica continuano ancora, più tosto perché quel principe non ha tutta la obedientia che bisognrebbe nei suoi sudditi, che per altra causa. Erano venuti alli confini del Friuli alcuni soldati di quelli già di possa, in numero di circa mille, forse con animo di metter terrore, ma sono fatte dal canto di qua le debite provisioni et li medesimi sudditi arciducali, non potendo sopportali, s’affaticano per la loro partita. Non posso se non maravegliarmi della prudentia di chi maneggia simili affari et crede con mille persone far quello che non basterebbono 20 mila6.
Io sento con dispiacere li disgusti che costì sono dati alli buoni Francesi et prego Dio che mettendoci la sua santa mano vogli ridur il tutto in pacti. L’opera che si compone, mettendo insieme le oppositioni fatte ai tentativi romani, sarà molto utile. La morte di monsignor Bongars che per infiniti rispetti mi è stata acerba, m’aggionge anco questo dispiacere, che sia causa di diferir l’essecutione di tanta utilità. Havendo ricevuto il libro di Barclai7 et ringratiato anco l’autore con una mia lettera, non fa bisogno che Vostra Signoria m’invii quell’altro essemplare, ma elle ne farà quello che le piacerà.
È cosa verissima che i sospetti di qui sono superflui et guastano tutto, et ogni mancamento vien da questa parte, in materia di corrispondenza con li Stati. Io spero pur in fine che si vi troverà modo, incominciando però da ambasciator ordinario, di che li scriverò per la seguente più al lungo et con qualche risolutione, se chi mi promette di darmela potrà farlo.
Qui si ha da Lione la morte del principe di Soissons8 et si dice che vi siano qualche pretensioni di novità in Avignone ; ma questo secondo non lo credo.
Non posso esser più longo ma qui facendo fine, a Vostra Signoria bascio la mano.
[Di Vinetia], questo di 20 novembre 1612.

  • 1. La BnF conserve une autre copie [Italien 1440, p. 555-558] : De la bibliothèque de Mr le P. Bouhier, B44, MDCCXXI.
  • 2. La copie ne comprend pas l’adresse.
  • 3. Voir Notices biographiques : Henri de La Tour d’Auvergne, duc de Bouillon.
  • 4. A partir de 1604, les Vénitiens ont entrepris de creuser une dérivation des eaux du Po (ou Taglio di Porto Viro), chargées de sédiments qui comblent la lagune, vers le Po di Goro qui s’écoule vers le sud du delta. Sarpi évoque —pour les écarter— les difficultés que pourrait soulever la cour de Rome qui a désormais repris possession du Ferrarais limitrophe, directement impliqué dans ce transfert de flots. Voir lettre 1612-02-19 de Agostino Del Bene.
  • 5. Voir Notices biographiques : Jacques-Auguste De Thou.
  • 6. Sarpi fait ici allusion à la guerre des Uscoques.
  • 7. John Barclay, Pietas, sive publicæ pro regibus ac principibus et privatæ pro Guilielmo Barclaio parente vindiciæ, adversus Roberti Bellarmini tractatum “De potestate summi pontificis in rebus temporalibus”, Parisiis, P. Metayer, 1612.
  • 8. Voir Notices biographiques : Charles de Bourbon, comte de Soissons est mort le 1er novembre 1612. Sarpi lui donne le titre de prince car il a rang de premier prince du sang, depuis l’accession d’Henri IV de Bourbon au trône de France; d’ailleurs, dans la lettre suivante, Sarpi reviendra au titre nobiliaire de comte.
texte_alternatif
TypeCopie
ScripteurJacques Dupuy
Chiffrementnon chiffrée
Signature

non signée

LieuVenise
Source

BnF, Dupuy 766, f. 37r-v1

Editions précédentes
  • G. Leti, 1673, lettre XCVII, p. 515-518,

  • G. Fontanini, 1803, lettre XCVII, p. 432-433,

  • F-L. Polidori, 1863, II, lettre CCXXIII, p. 355-357,

  • M. Busnelli, 1931, I, lettre XCVI, p. 250-252.