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Molto illustre signor colendissimo
Quantunque sino a quest’hora sia incerto se il corriero, venuto hieri sera, mi porti lettere di Vostra Signoria, non di meno per seguir l’ordine di darli aviso delle cose che qui passano, prevengo la venuta delle sue, le quali aspetto con desiderio, per curiosità d’intendere la buona piega che haveranno preso le cose di costì.

Scrissi a Vostra Signoria ultimamente sotto il 18 decembre3, dall’hora in qua habbiamo havuto assai novità in Italia. Morì un figliuolo unico del duca di Mantoa in età infantile, et il padre ha seguito pochi giorni doppo, resta di lui una figliuola, la quale potrà esser pietra d’intoppo alle case di Savoia et di Mantoa4. Pare che il duca di Savoia pretenda il marchesato di Monferrato per lei, ad esclusione del fratello del morto5, allegando il costume che quello Stato passi anco nelle femmine, anzi entrò nella casa di Mantoa per la madre dell’avo del morto duca. Dall’altro canto, per li Mantoani si dice che da Massimiliano imperatore fu quel marchesato unito con lo Stato di Mantoa6 in un solo corpo, onde non si habbia più da separare, et perciò debbi seguir le conditioni ancora di quello. Se Italia non fosse sotto il pedante, questa sarebbe un’occasione di alterare la presente quiete, havendo il duca di Savoia grand’opportunità per la vicinità et grand’interesse di tirar quel Stato in casa sua, et già si arma, dicendo a’ Mantoani che lo fa contra Svizzeri et a’ Svizzeri contra Mantoani. Ma Spagnoli non vorranno moto, né meno vorranno accrescimento al duca di Savoia, per il che si può credere che le cose staranno come sono.
È gionto in Roma il vescovo di Bamberg7, ambasciator al pontefice per Cesare: nobile ambasciaria, essendo cento anni che da imperatore non è venuto in Italia per ambasciatore alcun principe germano. Pretendeva questo signore d’esser honorato della mano destra da tutti in Italia et ha ricevuto gran disgusto perché li sia stata negata dal cardinale ch’è in Ferrara et perché il cardinale che è in Bologna, per fuggire queste controversie, si è mostrato indisposto. Ha ancora ricusato di entrar in Fiorenza, per non haver quel duca consentito di darli il luoco, come haveva richiesto. Ma finalmente, deposte tutte queste pretensioni, è andato a Roma et contentatosi di quanto quella corte costuma di fare, dove li cardinali non danno luoco a qual si voglia sorte di persona. Non si sa ancora se, oltra li complimenti, habbia qualche negotiato: è ben verisimile che vi sia. Io sto con grand’espettatione di saper il modo come haverà trattato col pontefice per nome di Cesare, se con parola di obedientia et fedeltà come anticamente si soleva, o di ossequio come Massimiliano II, o col temperamento medio preso da Rodolfo. Credo che questo imperator8 haverà nel principio del suo governo più travaglio di quello che pare poiché habbiamo aviso che li Turchi hanno preso tre luochi in Ongaria superiore, cosa che essi non sogliono fare, se non pacificate in tutto et per tutto le cose di Levante.
Nel rimanente, le differenze tra questa Republica et l’arciduca Ferdinando, per causa di Uscocchi•Uscoques." href="#footnote9_cwhfr6r">9, sono andate in silentio, né più se ne parla, ma ben tra li ministri de ambidoi li principi sul luoco si tratta di rimediare alli mali passati, et più alli futuri. La causa del componimento viene da Spagna che vuol le cose quiete et che reputa complire alli rispetti suoi che li Stati d’Italia non maneggino arme, ma con le arti della pace, o vero della disunione fra essi stessi, finalmente si sottopongano all’arbitrio del più potente.
Ho raccontato a Vostra Signoria tutto quello che ho di nuovo. Mi resta, essendo il primo giorno dell’anno, dirli salute presente et perpetua, sì come faccio, pregando Dio che la favorisca di tutte le sue gratie et a me doni di poterla servire, come con tutto l’affetto desidero. Et qui facendo fine, li bascio la mano.

S’avicina il tempo di destinare ambasciator in Francia et Inghilterra. Sto in dubbio quale di questi doi sarà *Barbarigo, spero nondimeno che sarà costì. Egli fa riverenza a Vostra Signoria, con il signor *Molino et padre Fulgentio10.
Doppo scritta questa, ho veduto una di Vostra Signoria scritta a monsignor *Asselineau, per la quale veggo che molte mie sono andate in sinistro, né so a chi ascriver la causa. Doppo il 25 settembre, ho scritto li 23 ottobre11, 7 novembre, 20 novembre12, 413 et 18 decembre14. Quelle di Vostra Signoria però mi sono capitate sempre, havendo ricevuto quelle delli 2, 16, 31 ottobre et 13 novembre. Le quali cose tutte io li scrivo per aviso, non sapendo giudicare di onde venga il mancamento. Dal signor *Gussoni non può venire poiché, vedendolo diligente nel mandare le lettere in qua, giudico che faccia l’istesso del mandarle in costì. Di nuovo li bascio la mano, pregando Dio Nostro Signore che li doni felicità.
[Di Vinetia], questo primo giorno di gennaro 1613

Doppo chiusa questa, io ricevo una di Vostra Signoria delli 11 decembre, la qual senza poter legger se non nelle parole chiare15, mi costringe a fermarmi qui et dirli solamente che restando con desiderio che le cose habbiano buon esito, mi rimetto a scriverle per la seguente16.

  • 1. La BnF conserve une autre copie [Italien 1440, p. 567-573] : De la bibliothèque de Mr le P. Bouhier, B44, MDCCXXI.
  • 2. La copie ne comprend pas l’adresse.
  • 3. Voir lettre 1612-12-18 à Groslot.
  • 4. Le duc de Mantoue, Francesco IV Gonzaga, a épousé Margherita de Savoie, fille de Carlo Emanuele I en 1608, qui lui a donné trois enfants : une fille Maria (1609-1660) et deux enfants morts en bas âge, Lodovico (27 avril 1611-3 août 1612) et Eleonora (12-13 septembre 1612). Il succède à son père Vincenzo I  le 9 février 1612 mais décède de la variole le 22 décembre 1612. Voir Notices historiques : guerre de succession de Mantoue.
  • 5. Ferdinando Gonzaga (1587-1626) est le frère cadet de Francesco IV. Après des études à Ingolstadt et Pise, il est créé cardinal en 1607 par Paul V mais la mort de son frère l’oblige à quitter l’état ecclésiastique pour prendre en charge le duché de Mantoue. Le marquisat de Monteferrat est une terre piémontaise.
  • 6. C’est depuis 1536 que les ducs de Mantoue sont également marquis de Montferrat.
  • 7. Johann Gottfried von Aschhausen (1575-1622), évêque de Bamberg et Würtzburg de 1609 à 1622.
  • 8. Le titre impérial est porté par Maximilien II Habsbourg de 1564 à 1576, puis Rodolphe II de 1576 à 1608 et ensuite Matthias I de 1608 à 1619.
  • 9. Voir Notices historiques : guerre des •Uscoques.
  • 10. Voir Notices biographiques : Fulgenzio Micanzio.
  • 11. Voir lettre 1612-10-23 à Groslot.
  • 12. Voir lettre 1612-11-20 à Groslot.
  • 13. Voir lettre 1612-12-04 à Groslot.
  • 14. Voir lettre 1612-12-18 à Groslot.
  • 15. Depuis l’attentat de Santa Fosca (le vendredi 5 octobre 1607), les échanges épistolaires entre Sarpi et Groslot sont chiffrés.
  • 16. Sarpi va effectivement écrire une autre lettre à Groslot dès le lendemain, voir lettre 1613-01-02 à Groslot.
texte_alternatif
TypeCopie
Chiffrementnon chiffrée
Signature

non signée

LieuVenise
Source

BnF, Dupuy 766, f. 38r1

Editions précédentes
  • G. Leti, 1673, lettre C, p. 527-531,

  • G. Fontanini, 1803, lettre C, p. 437-439,

  • F-L. Polidori, 1863, II, lettre CCXXVI, p. 363-366,

  • M. Busnelli, 1931, I, lettre XCIX, p. 256-258.