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Al molto reverendo signor colendissimo
Il padre maestro Paulo da Venetia, theologo della serenissima Republica.

Venetia

Molto reverendo signor mio colendissimo
Mi perdoni Vostra Signoria molto reverenda se, quanto devo, non le faccio riverenza trovandomi spesso vuoto di materia et pieno di occupationi. Hora la qualità dell’aviso, curioso per molti versi, riceva la sua novità.

Credo altre volte haver dato conto a Vostra Signoria della morte del vescovo di Sion1 et dell’intentione che havevano quei popoli di separare da lui la sua autorità temporale sì che, essendoci qualche difficoltà per quelle cose che in simili casi occorono, si protraeva in lungo l’elettione. Per il che, entrato in desiderio il duca di Savoia di farci eleggere il cardinale suo figliuolo, haveva mandato monsignor Valbergo [in] uno de’ suoi viaggi di doni per havere questo negotio. Par che costui, nel viaggio essendo stato impedito dalle nevi al passare avanti, acciò non fosse prevenuta la sua andata dall’elettione, habbia mandate le lettere avanti, le quali vedute da quei popoli valesiani che contenevano efficaci ufficij per questo negotio, promettendo di lasciar loro godere tutte le entrate del vescovato et donarli 20 mila scudi d’avantaggio per segno di gratitudine. Quei popoli, ciò inteso prima che potesse giungere l’ambasciatore, hanno fatto che i canonici rinunciassero alle giurisditioni temporali, come prima trattavano di fare et si è poi fatto elettione di un giovane nativo di Sion che si contentasse di non dare molestia alcuna tanto più ristretto già da questa cessione. Doppo il fatto sono anco giunti ambasciatori de’ cinque cantoni per fare uffitio per il duca di Savoia ma, essendo stati tardi, se ne sono ritornati a casa. Et i Valesiani, con questa occasione et per assicurarsi anco per l’avenire dalle machinationi contro la loro libertà, hanno decretato, che non possano più esser admesse nel paese nuove specie di religiosi, con che hanno proveduto che non vi possano entrer i giesuiti2.
A Vostra Signoria molto reverenda bacio affettuosamente la mano.

In Coira, del primo di genaro 1613
Di Vostra Signoria molto reverenda

Servitore affettuosissimo
Greg. *Barbarigo

  • 1. En 1613, à la mort de leur évêque, Adrian II von Riedmatten, la diète des Dizains de Sion aurait dû élire le nouvel évêque —sur proposition du Chapitre— qui serait devenu en même temps prince et seigneur du Valais, selon la Caroline une prétendue charte carolingienne qui aurait donné le Valais à saint Théodule. Mais des mouvements populaires ont forcé le nouveau prélat, Hildebrand Jost (†1638), à abandonner ses droits politiques et temporels.
  • 2. C’est l’évêque Adrian von Riedmatten qui, en 1607, avait favorisé l’installation des jésuites dans le Valais.
texte_alternatif
TypeAutographe
Chiffrementnon chiffrée
Signature

Greg. Barbarigo

Lieu

Coire

Source

ASV, Consultori in iure 453, f. 200r-201v

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