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Molto illustre signor colendissimo
Questo corriero non m’ha portato lettere di Vostra Signoria, il che gli aviso solo, accioché havendo ella scritto, possiamo venir in cognitione di onde il difetto viene. Non perché io desideri sue lettere quando elle sia occupato in altro affare, che per esser certificato della continuatione della gratia sua, assai testimonio me ne rendono le lettere sue, scritte con commodità.

Non ho cosa di momento da dirle. Le differentie di Mantoa sono appresso che composte, la duchessa vedova si ritira in un castello del Mantoano, chiamato Goito, dove sarà servita da Savoiardi, restando però il castello guardato da Mantoani3. Del rimanente, in Italia, le cose passano con quiete.
Il vescovo di Bamberg4, ambasciator cesareo a Roma, ha essequito la sua legatione quanto alle cose ordinarie et il pontefice ha confirmata la elettione del nuovo imperator, con parole: Matthiam, regem Romanorum, electum in imperatorem confirmamus. Et si è fatto publica scrittura, così di questo atto, come di quello che l’ambasciatore ha fatto verso il papa. Ma il rimanente, oltre le sudette parole, si tien occulto: forse perché non sia opportuno che da tutti sia saputo in questo tempo.
Di Levante, si ha per certa la partita dell’ambasciator persiano verso il suo signore5, accompagnato da un ministro del Turco che va per dichiarare li confini6 : cosa molto artificiosa potendo, se li tornerà a conto, con questo capo romper tutta la trattatione. Quel principe de’ Turchi7 ha risoluto voltar le sue armi verso Occidente et, quantunque le genti militari che ordinariamente stanno alli confini de’ Persiani bastino per la defensiva, ha oltre di ciò mandato cinque mila combattenti alle frontiere di Persia et 10 mila alle frontiere di Media et ha publicato la sua andata in persona, con commandamento a tutti li suoi stipendiati d’esser seguito senza nissuna escusatione. Vuole innanzi la primavera transferirsi in Andrinopoli per far mover immediate tutta la militia: onde si dubita che, spuntate le prime herbe, debbino mettersi in campagna e marciare. Si dubita che sarà una gran tempesta sopra la Moldavia, Valachia e Transilvania; e Dio voglia che il rimanente di Ongaria che resta a’ cristiani ne sia esente.
Non si sa ancora che preparatione faccia l’imperatore per opporsi. È ben commune opinione che non li dispiaccia la guerra con Turchi, come un minor male per divertir la civile di Germania, più abominabile, et per farsi anco rispettare et temere più dai principi dell’Imperio, se sarà armato; che mi par a punto la medicina di quello che guarì la febbre con la morte. Piaccia alla Maestà divina che il tutto torni in sua gloria et salute delli suoi, la qual anco prego che doni a Vostra Signoria ogni prosperità presente et perpetua; con che fine li bascio la mano, insieme con gli amici.

[Di Vinetia] li 12 febraro 16138

  • 1. La BnF conserve une autre copie [Italien 1440, p. 584-587] : De la bibliothèque de Mr le P. Bouhier, B44, MDCCXXI.
  • 2. La copie ne comprend pas l’adresse.
  • 3. Margherita de Savoie, veuve de Francesco IV Gonzaga et fille du duc Carlo Emanuele I de Savoie, est l’objet des attentions des Mantouans comme des Savoyards car on la pense enceinte … peut-être d’un garçon. Son père la veut à Turin alors que les Mantouans la veulent à Mantoue; la solution de Goito est un compromis.
  • 4. Johann Gottfried von Aschhausen, évêque de Bamberg et Würtzburg, de 1609 à 1622.
  • 5. Voir Notices biographiques : Abbas I, shah de Perse.
  • 6. Le 20 novembre 1612, le traité signé par le grand vizir Nasuh Pacha met fin à la guerre entre les Ottomans et les Perses safavides. Les frontières entre les deux Etats doivent revenir sur la ligne du traité d’Amasya (1555).
  • 7. Voir Notices biographiques : Ahmet I, sultan ottoman.
  • 8. Les éditions Leti et Fontanini datent cette lettre du 22 février.
texte_alternatif
TypeCopie
ScripteurJacques Dupuy
Chiffrementnon chiffrée
Signature

non signée

LieuVenise
Source

BnF, Dupuy 766, f. 39r1

Editions précédentes
  • G. Leti, 1673, lettre CIV, p. 542-544,

  • G. Fontanini, 1803, lettre CIV, p. 444-446,

  • F-L. Polidori, 1863, II, lettre CCXXXI, p. 376-378,

  • M. Busnelli, 1931, I, lettre CIII, p. 263-265.