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Rendo molte gratie a Vostra Eccellenza per le triplicate strene. Legerò con gusto particolarmente le cose scritte contra il giesuita che mi paiono ornate di belle vivezze2.
La risposta di questi Signori è ultra verba secondo il costume di qui3, dove parola non cade in terra; et se fosse risposta per verba, sarrebbe di tenore che overo haverrebbe il non, overo un’ambiguità. Non posso lontanarmi dalla mia natura sempre dubitativa che, quando ciò non m’ostasse, dirrei « si farà certo », ma perciò dirò solo « credo che si farà » et ella lo vederà all’andata inanzi di Gregorio *Barbarigo et del mandar ambasciatori vederà l’effetto. Barbarigo è ito a Zurigo per formare correspondanza et poi di ritorno a Coira se l’opportunità lo ricercarà per espedirsi et attendere al rimanente. Et havendo Vostra Eccellenza più cari li fatti che le parole, credo li vederà, se ben le parole sono, pur, assai significanti. La risolutione di rimandar la lettera è stata ottima poiché l’escusatione sarrebbe stata da pochissimi ricevuta, né credo che per mandare al re di Danimarca si aspetterà risposta, pur venendo sarà buon incitamento.
Per quel particolare, di che ricerca il mio parere, prima supponga che, sì come Francesi sono divisi in tutto, così in questo di confederazione di Grigioni4, et li contrarij non possono agrirsi5 più, hanno dato una risposta, che di quella ben dirrebbe Vostra Eccellenza « sunt verba ». Gl’uffici secreti di Vostra Eccellenza et il residente in Pariggi sono molto ben noti et aggraditi, quanto ad ambasciator di Francia in Venezia (parlando alla monastica) egli non ha voce in capitolo. * Pasquale è tutto per *Villeroy qual, già due anni, ha promesso a re di Spagna di fare in questa particolare materia de Gregioni quello che fa6. E così è certo. Egli et li adherrenti farranno quanto potranno, né accidente alcuno li può eccitare a far di più, non essendoci il più del tutto. Pertanto se qualche rispetto di Sua Maestà over di Vostra Eccellenza conseglia ad haver risguardo di non agrirli, non intendo di parlare, la sapienza d’uno et prudenza dell’altro ricercano che altri non entri a darne giudicio. Ma parlando per quel che sia per li rispetti di la Republica et del negotio in particolare. L’ufficio di Sua Maestà sarà utilissimo, se ben anco Francesi s’indispettissero, ma non possono aggiongere alla loro mala volontà. Dall’opera di Sua Maestà ne nasceranno molti beni, ma particolarmente questo, che Francesi favorevoli haveranno gran materia per soprafare li contrarij.
Li bascio riverentemente la mano.

  • 1. Le pli ne comprend pas d’adresse puisqu’il ne passe pas par le courrier mais par porteur en main propre, vraisemblablement Daniel Nijs ou Pierre Asselineau.
  • 2. La vaste production d’ouvrages anti-jésuites ne permet pas d’identifier avec certitude le livre qui a été offert à Sarpi; au vu du jugement de Sarpi on peut toutefois évoquer les Monita secreta jesuitarum de l’ex-jésuite polonais Hieronim Zahorowski (1583-1634), dont la circulation manuscrite (dès 1613) a été suivie en 1614 d’une première édition. Voir Notices bibliographiques : Monita privata Societatis Iesu.
  • 3. Comme évoqué dans sa lettre précédente (voir 1613-12-19 à Carleton), Carleton a été reçu le 20 décembre 1613 par les autorités vénitiennes et a présenté le projet d’instauration de relations diplomatiques entre Venise et le Danemark, sans toutefois remettre la lettre du roi danois. La réponse des autorités laisse Sarpi assez dubitatif.
  • 4. Voir Notices historiques : affaires des Grisons.
  • 5. Ce verbe agrirsi (au lieu de inagrirsi) est très proche, dans sa morphologie et dans sa sémantique, du français s’aigrir ; vénétisme.
  • 6. Charles Pasquali (ou Pascal) s’est fait promoteur en Suisse d’une politique résolument favorable à l’Espagne et ouvertement anti-vénitienne.
texte_alternatif
TypeAutographe
Chiffrementpartiellement chiffrée
Signature

non signée

LieuVenise
Source

NA PRO, SP 99-19, f. 241r

Editions précédentes
  • G. e L. Cozzi, 1997, lettre VIII, p. 654-655.