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All’illustrissimo et eccellentissimo signor colendissimo.
Il signor ambasciator veneto appresso la Santità del sommo pontefice.
Roma

Illustrissimo et eccellentissimo Signor colendissimo
Per l’altra mia1 diedi moto a Vostra Eccellenza che nella scrittura di concordato con papa Clemente V alcune cose vi sono alquanto aromatiche, se ben il capitolo delle entrate che Veneti hanno in Ferrarese è così favorevole; contrapesato il favore et disfavore, s’è pensato di non valersi di quella. L’illustrissimo signor Marino2 mi mostrò le concessioni che li suoi maggiori hanno dalli duchi havuto, delle quali non si può valere essendo limitate alle persone loro solamente. Che quando si potessero estendere a lui la raggione della Santità sua, che non è ubligata alle promesse dei duchi, si risolverebbe con facilità, imperoché papa Clemente VIII, doppo l’acquisto di Ferrara, per un suo breve ha confermato et approbato tutti li privilegij et immunità concessi da Alfonso ultimo duca et dalli suoi precessori alli cittadini di Ferrara et alli esteri ancora. Di questo si potrebbe valer l’Eccellenza Vostra in raggionamento, presupponendo che il signor Marino habbia tal privilegio, ma senza nominarlo né affermar che vi sia per la causa sopradetta. Infine, se costà staranno sulle loro sarà difficil ottener altro che gratia, et contentarsi di quel che vorranno.
Ancora è incerto se in Cleves3 sarà guerra: ben s’ha per chiaro che la restitutione di Vessel non si farà, et ambe due le parti staranno sopra le loro guardie. Se poi tenteranno occupar di più, credo che per ancora li istessi principi non lo soffrino; minimi accidenti et occasioni potranno farla rompere.
Ho inteso la vera causa perché Spagnoli non vogliono il trattato di Santem4, et è perché in quello è escluso a fatto il duca di Sassonia onde, effettuandosi, egli, offeso da Spagnoli, adherrirebbe alla lega di Hall5, et essi pensano guadegnarlo con tener conto delli interessi di quello.
Ma per il beneficio che le cose d’Italia hanno da sentire dalle rotture di là, sarà poco minore che se la guerra fosse rotta, perché non si potrà minuir il numero delle genti necessarie per star con attentione a quel che il nemico potesse fare.
Io, restando dedicato alli servitij di Vostra Eccellenza, li bascio la mano.
Di Vinetia, il 9 maggio 1615
Di Vostra Eccellenza illustrissima

Devotissimo servitore
Fra Paulo di Venetia

  • 1. Allusion à sa lettre du 1615-05-09 à Simone Contarini où il a longuement analysé cette question. Voir son consulto dont l’original est à la BNM, ms, It. VII, 1953 (= 9620).
  • 2. L’affaire oppose Rome à Marino Contarini, cousin de l’ambassadeur Simone Contarini.
  • 3. Voir Notices historiques : la crise de Julliers-Clèves.
  • 4. Voir Notices historiques : le traité de Xanten.
  • 5. Voir Notices historiques : la ligue de Halle.
texte_alternatif
TypeAutographe
ScripteurPaolo Sarpi
Chiffrementnon chiffrée
Signature

Fra Paulo di Venetia

LieuVenise
Source

BNM, Ms. it. VII, 2097 (=6507), f. 56r-57v.

Editions précédentes
  • C. Castellani, 1892, lettre XIV, p. 28-29.