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All'illustrissimo et eccellentissimo signor colendissimo.
Il signor ambasciator veneto appresso la Santità del sommo pontefice.
Roma

Illustrissimo et eccellentissimo Signor colendissimo
Per non mancar del solito et debito tributo somministrerò un poco di materia per le occasioni presenti, reservando a Vostra Eccellenza il darli forma, la qual non può divisare chi, non essendo sul fatto, ignora le congionture del ben valersi delle raggioni buone le quali, sicome opportunamente usate vagliono mirabilmente, così fuor di stagione riescono inettie. Questi saccenti, che professano voler far suo debito intieramente et colorano li mali effetti di costoro1 de conscientia, con nessuna raggione sono meglio repressi che con la usata da Christo Nostro Signore contro li hippocriti: Voi date le decime della menta, ruta et aneto, ma transgredite la lege nelle più importanti, che è far giustitia a tutti2.
Nel proposito nostro, quando doppo li primi impeti di Massimiliano la Republica racquistò il Friuli per la maggior parte, furno fatte le tregue con Carlo V in Vormes del 15213, dove fu stabilito qual parte del Friuli dovesse restar all'Imperatore et qual alla Republica. Delli 3 luochi patriarcali Aquilegia restò nella parte imperiale, et San Vito e San Daniele di qua, et il patriarca fu ritornato in possesso di tutti 3 respettivamente, però sotto li 2 principi. Nelli luochi di qua si continuò di operare secondo l'usato, ma in Aquilegia li ministri imperiali andarono spesso intacando l'autorità patriarcale, con ordinare che le appellationi andassero a Gradisca, con imponere nuove gravezze di dazij et altre tali cose. Per questa causa nella pace di Bologna del 1529, essendo posto un capitolo che dall'Imperatore et dalla Republica fossero nominati arbitri per terminare tutte le differrenze de confini, vi fu anco aggionto che li arbitri havessero facoltà di ascoltare li gravami del patriarca, et far la giustitia.
Fecero la sua stima gl'arbitri del 1535 in Trento, dove fu deciso che il re de' romani (cioè Ferdinando all'hora) havesse in Aquilegia quelle sole preminenze che la Republica vi haveva prima et sono riservate nell'istromento 1448, et del rimanente fossero rimossi li gravami eccedenti oltre quelle.
Non però mai li Austriaci vollero levar le novità; anzi del 1542, mossi perché li Francesi occuparono Marano, scaciato el ministro patriarcale usurparono tutta la giurisdittione, escluso el patriarca a fatto. Fece ufficio con loro efficace Paulo III, doppo lui Pio IV, doppo Pio V, che il patriarca fosse redintegrato, né mai potero ottener cosa alcuna. Ma quel che è peggio, quanto allo spirituale, non li lasciano administratione se non prescritta, et la maggior parte delle fontioni episcopali sono dalli archidiaconi esercitate; et perché solevano li patriarchi tener il titolo in quei tempi prossimi all'occupatione, chiamandosi patriarca et princeps aquilegiensis, in tempo di Massimiliano II prohibirono che fossero accettate patenti patriarcali nelle cose spirituali che havessero quel titolo: tanto che non solo è stato privato della possessione della città, ma costritto anco di lasciar il titolo.
Hora, applicando questa diciaria all'occasione, perché sete tanto diligente a procurar che il patriarca habbia maggior podestà di quella che li viene concessa dalla conventione et dall'uso, legitimo interprete d'ogni scrittura, tralasciando di far opera che sia redintegrato a quel che con forza et con notoria ingiustitia li viene occupato? Volete imitar Eugenio et Martino in quello che non hanno fatto, imitate Paulo et li 2 Pij in quello che hanno operato, et è giusto.
Ma considerando il pretesto credo che non vi sia altra mira senò dar il patriarcato ad un Austriaco, et di questo mio parere ne ho congietture assai potenti. Non so se sarebbe bene farli con occasione sapere che vi è una bolla di Giulio III amplissima, che dà facoltà di nominar 4 con clausole irritanti, se fosse fatto altri; et credo che non se ne racordano, o forse che questi presenti non lo sappiano. Ho voluto accennar questi particolari alla molta prudenza di Vostra Eccellenza per tutti quei rispetti che possono persuadere che in alcuna occasione gli sia utile il saperli.
In Germania le cose caminano alla quiete: li elettori di Magonza et Palatino sono abboccati insieme et ristati molto concordi. Il principe d'Analt per nome della Unione4 sua si è abbocato con l'arciduca Massimiliano, fratello dell'Imperatore, et ristati in molta concordia. Ma in Cleves5 ambe due le parti tutta via ritengono et fortificano maggiormenti li luochi; et Spagnoli perseverano dicendo di voler effettuare la restitutione et el re della Gran Bretagna conseglia li Stati6 a non guardar tanto per sutile, siché la conclusione è che Spagnoli sono arbitri.
Piacia alla Maestà divina che le cose d'Italia et di Francia non siano materia di tragedia.
Et io, ristando secondo il mio debito dedicato alli servitij di Vostra Eccellenza, gli bascio la mano.
Di Venetia, il 23 maggio 1615
Di Vostra Eccellenza illustrissima

Devotissimo servitore
Fra Paulo di Vinetia

 

 

1. Ici, Castellani a bizarrement lu : coperta.
2. Matthieu 23, 23 : Malheur à vous, scribes et pharisiens hypocrites, qui payez la dîme de la menthe, de l'aneth et du cumin et qui avez abandonné ce qu'il y a de plus important dans la loi, savoir la justice, la miséricorde et la foi. Luc 11, 42 : Malheur à vous, pharisiens, qui payez la dîme de la menthe, de la rue et de toutes les herbes et qui négligez la justice et l'amour de Dieu.
3. Du 28 janvier au 25 mai 1521, Charles Quint a réuni la diète impériale à Worms; il y a abordé le cas de Luther, excommunié par la bulle Decet Romanum pontificem du 3 janvier 1521, et mis au ban de l'Empire le 26 mai 1521. Le 28 avril, Charles place son jeune frère Ferdinand à la tête des Etats héréditaires des Habsbourg (Basse et Haute Autriche, Styrie, Carinthie et Carniole, sauf l'Istrie et Trieste).
4. Voir Notices historiques : la ligue de •Halle.
5. Voir Notices historiques : la crise de •Juliers-Clèves.
6. Ce terme traduit les Staten generaal ou Etats généraux qui sont l'expression de la souveraineté des Provinces-Unies, créées en 1579 par l'union d'Utrecht, et qui vont perdurer jusqu'en 1795. Sous la plume de Sarpi, c'est un équivalent à la Hollande anti-espagnole.
texte_alternatif
TypeAutographe
ScripteurPaolo Sarpi
Chiffrementnon chiffrée
Signature

Fra Paulo di Venetia

LieuVenise
Source

BNM, Ms. it. VII, 2097 (=6507), f. 60r-61v.

Editions précédentes
  • C. Castellani, 1892, lettre XVI, p. 32-33.