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All’illustrissimo et eccellentissimo signor colendissimo.
Il signor ambasciator veneto appresso la Santità del sommo pontefice.

Roma

Illustrissimo et eccellentissimo Signor colendissimo

Le cose del patriarca1 passano senza altro moto maggiore, o perché vegga che non fanno frutto gl’ufficij di costì, o perché in fine ogn’huom si facia, quell’altro2 partirà, havendo fatto grandi et affettuose promesse, delle quali s’attenderà l’osservanza.
Questa mattina alle 8 hore le monache di San Servolo si sono trasferrite all’Humiltà, per dimorar quivi sinché sarà proveduto di altro luoco3. Il levarle di San Servolo era troppo necessario per accidenti novamente avvenuti, a’ quali non si poteva senza notabil pericolo differire la provisione, oltre le cause per quali altre volte nelli tempi passati fu giudicato necessario darli altro luoco. Li amatori de’ giesuiti si consolano, così perché il luoco è dato solo in forma di deposito, come perché ritornando quei preti non li mancaranno miglior luochi. Et per certo è più difficil passo il superar le difficoltà del ritorno che, ottenuto questo, provederli d’un altro luoco. Ma io sto con molto desiderio di sapere quel che operino nel prepararsi all’ellettione di novo Generale, et prego Vostra Eccellenza dirmi qualche cosa per empire la mia curiosità.

Heri con lettere delli 24 venne da Milano che la pace fosse stabilita nei Paesi Bassi per aviso portato da corriero expresso, ma essendoci littere dalla Aga delli 8, di Anversa delli 12, et di Colonia delli 13, che ambe le parti si fortificavano maggiormente, è stimato falso. Alli 6, arrivò nella Aga un ambasciatore del duca di Savoia, che doveva haver la sua audienza il dì 8.
Stiamo qui con allegrezza della pace conclusa in Turrino4 : piacia a Dio che l’esecutione sortisca fine conforme, nella quale dovendo passar tante particolarità da ambe le parti ci è gran bisogno della condotta divina.
Rendo gratie a Vostra Eccellenza della sua delli 20, et facendo fine le bascio la mano.
Di Vinetia, il 26 giugno 1615
Di Vostra Eccellenza illustrissima

Devotissimo e obbligatissimo servitore
Fra Paulo di Vinetia

  • 1. Voir Notices biographiques : Francesco Barbaro, patriarche d'Aquileia.
  • 2. Voir Notices biographiques : Leonardo Mocenigo, évêque de Ceneda, est réfugié à Murano ou chez son frère, Giovanni Mocenigo.
  • 3. Sur le fond de ce transfert, voir lettre 1615-06-11 à Contarini.
  • 4. Il s’agit du traité de paix d’Asti, signée le 21 juin 1615 entre le duc de Savoie et le roi d’Espagne, qui met un terme à la première guerre de succession du Montferrat. Un des médiateurs a été l’ambassadeur vénitien Raniero Zen, aux côtés de l’ambassadeur anglais Dudley Carleton. Voir Notices historiques : les affaires du duc de Savoie. Voir Notices historiques : la paix de Asti.
texte_alternatif
TypeAutographe
ScripteurPaolo Sarpi
Chiffrementnon chiffrée
Signature

Fra Paulo di Venetia

LieuVenise
Source

BNM, Ms. it. VII, 2097 (=6507), f. 70r-71v.

Editions précédentes
  • C. Castellani, 1892, lettre XXI, p. 42.