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All'illustrissimo et eccellentissimo signor colendissimo.
Il signor ambasciator veneto appresso la Santità del sommo pontefice.
Roma

Illustrissimo et eccellentissimo signor colendissimo
Ho sentito gran piacere legendo quella di Vostra Eccellenza delli 12 pel aviso che sia in buona parte ricuperata dell'indispositione sua, che non è stato poco in questi mali tempi et in cotesto paese. Qui habbiamo così sinistra staggione, come fosse da molti anni, regnando sempre venti meridionali che tengono li corpi in perpetua lassitudine et muoiono persone assai.
Li negotii sono in quiete; solo alli confini di Loreo succede qualche novità1, attendendo l'una et l'altra parte a conservare il suo possesso: non credo però che sia per succedere scandalo. Tengo per fermo che quei buoni preti haveranno cavato consequenze molto importanti dall'ingresso delle monache et che faranno tutto il male a loro possibile2. Non li temo se non a Costantinopoli et Dio aiuterà. Gran fortuna sarà la loro se in l'occasione presente sapranno provedersi di buon governo et senza tumulto.
Le cose di Cleves3 sono hormai ben poste in chiaro che Spagnoli non vogliono lasciar l'occupato et, quel che più di tutto importa, tra li Stati4 et il re della Gran Bretagna non passa ogni buona sodisfattione, perché essi non vorrebbono né libri né parole, ma arme et denari. Et l'istesso pare che sia per avvenire alli Francesi, ché altro non possono impetrare essi ancora. e cose loro sono rappresentate per assai deboli: con tutto ciò ognun tiene la guerra per certa. Sarrebbe da dolersi assai quando non fosse minor male haver quel regno confuso o diviso, che unito et contrario come s'è esperimentato questi prossimi anni.
Mentre scrivo qui sopraviene el signor Domenico da *Molino, che m'incarica di basciare la mano a Vostra Eccellenza per suo nome et dirgli che s'adoperò già per far passar la sua parte et che lo farà hoggi ancora, con speranza di profitto.
Questi prelati stanno in quiete; il patriarca5 è in Friuli, non però s'intende novità. L'altro6 non è mai andato alla residenza: fa da savio a fugir le occasioni.
Io resto, pregando Dio che doni a Vostra Eccellenza perfetta sanità et li bascio la mano.
Di Vinetia, il 19 settembre 1615
Di Vostra Eccellenza illustrissima

Devotissimo servitore
Fra Paulo di Vinetia

 

 

1. Le conflit de frontière avec Ferrare porte surtout sur la zone de Loreo ; le consulteur in iure Marcantonio *Pellegrini a rédigé un consulto à ce propos (BNM, cod. it, VII, 901 (=8846), f. 331-338, daté du 15 mai 1598) et un Sommario delle ragioni della serenissima Republica nella sacca di Goro, (idem, f. 339-340) ; copies du XVIIIe siècle.
2. Allusion au transfert des bénédictines de l'île de San Servolo à Santa Maria dell'Umiltà à Venise, autrefois couvent jésuite (voir lettres 1615-06-11 et 1615-06-26 à Contarini). Voir Nelli-Elena Vanzan-Marchini, San Servolo e Venezia. Un'isola e la sua storia, Sommacampagna, Cierre edizioni, 2004.
3. Voir Notices historiques : la crise de •Juliers-Clèves.
4. Ce terme traduit les Staten generaal ou Etats généraux qui sont l'expression de la souveraineté des Provinces-Unies, créées en 1579 par l'union d'Utrecht, et qui vont perdurer jusqu'en 1795. Sous la plume de Sarpi, c'est un équivalent à la Hollande anti-espagnole.
5. Voir Notices biographiques : Francesco Barbaro, patriarche d'Aquileia.
6. Voir Notices biographiques : Leonardo *Mocenigo, évêque de Ceneda, toujours pas rentré dans son diocèse (voir lettre 29-08-1615).
texte_alternatif
TypeAutographe
ScripteurPaolo Sarpi
Chiffrementnon chiffrée
Signature

Fra Paulo di Venetia

LieuVenise
Source

BNM, Ms. it. VII, 2097 (=6507), f. 82r-83v.

Editions précédentes
  • C. Castellani, 1892, lettre XXVII, p. 49.