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All’illustrissimo et eccellentissimo signor colendissimo.
Il signor ambasciator veneto appresso la Santità del sommo pontefice.
Roma

Illustrissimo et eccellentissimo Signor colendissimo

Dappoi che con parole generali è stata data intentione a Vostra Eccellenza di venir a conclusione1, voglio sperare che si debbia anco dar principio agl’effetti et ne sto con gelosia, temendo pur che qualche altra difficoltà non s’attraversi et metta impedimento al principio felicemente dato da lei.
Di Francia non habbiamo questa settimana cosa certa; di Fiandra il conte Henrico di Nansau2, havendo dato fama di far ispedittione per dar soccorso alla città di Bransvic ha voltato sprovistamente nel contato di Ravernsbourg, che appartiene alli Stati di Cleves3 et occupato 3 piazze fra quali una stimata di consideratione. Questo per necessità farà che lo *Spinola si partirà dall’Artois per diffesa delle cose del suo re in quelle reggioni.
Ma in Inghilterra le cose sono piene di confusione nella corte: quel re ha fatto imprigionar quasi tutti li favoriti suoi, convinti di più stretta intelligenza con Spagnoli di quella che egli li ha permesso, sino tanto che hanno participato anco nella morte del già principe di Galles suo figlio4. Altro è esser valente theologo, altro valoroso re !
Io son costretto ricorrere alli favori di Vostra Eccellenza per causa che certo merita la protettione sua. Il signor arcivescovo di Spalato5, prelato di singolar dottrina et di costumi angelici, ha molti meriti col publico. Essendo prima già 15 anni vescovo di Segna s’adoperò in publico servitio6 et incorse l’odio dell’altra parte, per il che gli fu dato Spalato. Nelle occasioni passate dell’interdetto si deportò egregiamente ma, perché — ad instanza del signor Antonio *Quirini di buona memoria— scrisse in quelle materie in diffesa delle publiche raggioni, s’acquistò un grand’odio di chi non l’hebbe caro: è cosa incredibile quante insidie li sono sin al presente state tese, dalle quali s’è salvato per la sua innocenza. Continuando la persecutione è stato sollevato un certo tale, che venga costà per farli quel male che potrà. Non ha voluto comparire né inanzi il rettore di Spalato né qui al Collegio: che certo è grand’esorbitanza che li sudditi vadino ad altri prima che haver trattato col suo principe et senza la sua buona gratia. Il povero prelato non stima le calunnie ma il loco, dove sa ben di non poter andare per le cause sudette; ché, trattandosi qui, è pronto render buon conto di sè senza retirarsi da render raggione del suo governo tutto et d’ogni attione sua privata. Egli supplica nell’allegato Vostra Eccellenza ad haver la sua protettione et io m’aggiongo per consupplicante, accertando Vostra Eccellenza che favorirà persona di merito; nel che non mi estenderò più oltre, conoscendo il naturale suo ufficioso.
Ma facendo qui fine le bascio la mano, pregando Dio che li doni ogni prosperità.
Di Vinetia, il 13 decembre 1615
Di Vostra Eccellenza illustrissima

Devotissimo servitore
Fra Paulo di Vinetia

  • 1. Sarpi fait ici allusion à la conclusion de l’affaire de Ceneda, suite à la décision du sénat vénitien du 21 novembre 1615.
  • 2. Voir Notices biographiques : Frederick-Hendrick de Nassau.
  • 3. Voir Notices historiques : la crise de Juliers-Clèves.
  • 4. Le prince Frederic Henry, fils aîné du roi Jacques I, a été fiancé avec Anne d’Autriche (1601-1666) qu’il a refusé d’épouser car il ne voulait pas d’une catholique. Il est mort prématurément de fièvre typhoïde le 6 novembre 1612 mais la rumeur d’un empoisonnement a poussé le roi à emprisonner certains de ses favoris.
  • 5. Voir Notices biographiques : Marcantonio De Dominis.
  • 6. Pendant l’Interdit, De Dominis s’est rangé aux côtés de la République.
texte_alternatif
TypeAutographe
ScripteurPaolo Sarpi
Chiffrementnon chiffrée
Signature

Fra Paulo di Venetia

LieuVenise
Source

BNL, Ms. it. VII, 2097 (=6507), f. 100r-101v

Editions précédentes
  • C. Castellani, 1892, lettre XXXVI, p. 61-63

  • De Mas, 1990, lettre VIII, p. 144-145